Green campus: «Danni dal Comune»

di Fabrizio Merli w PAVIA «Trovo che tutta questa vicenda sia sconcertante». Pietro Damiani, rappresentante legale della società che ha realizzato il complesso residenziale di Green campus, interviene nel caso che sta facendo discutere la politica e sul quale sta lavorando la procura. Si tratta dei 326 appartamenti da destinare a residenze universitarie e che la magistratura ha sequestrato ravvisando alcune irregolarità urbanistiche. Il Comune di Pavia, che pochi giorni fa aveva firmato con la Green campus una convenzione mirata a rendere più stretti i vincoli di destinazione a universitari, ora ha improvvisamente deciso di sospendere gli effetti della convenzione. La reazione di Damiani è affidata alle parole di un comunicato stampa: «Nei prossimi giorni – vi si legge – gli avvocati di Green Campus presenteranno alla procura della Repubblica la richiesta di dissequestro degli immobili. Tale richiesta è motivata da un dato inconfutabile: la stipula della convenzione con il Comune garantisce fuori da ogni dubbio la destinazione degli immobili all'uso degli studenti: ben quattro ordinanze del Tribunale del Riesame si sono pronunciate in questo senso. In termini molto semplici, la convenzione vanifica ogni possibile pericolo di destinazioni improprie degli immobili e fa venir meno il presupposto essenziale per il sequestro. Se questo fosse ancora mantenuto sarebbe illegittimo». Ma le notizie delle ultime ore mettono in discussione questo percorso. «Dal Comune – prosegue il comunicato stampa – si è diffusa un'indicazione di volontà di sospendere la convenzione. Ciò sarebbe semplicemente sconcertante e gravido di conseguenze perché l'ente pubblico non può svincolarsi arbitrariamente da un contratto stipulato a seguito di precise delibere e con atti notarili debitamente sottoscritti, e non può svincolarsi innanzitutto perché la convenzione è atto che rafforza la situazione nella sua legittimità. Non si comprende davvero a quali logiche e improprie preoccupazioni il Comune obbedisca. Il Comune non è sciolto dalle leggi: né ieri, se ha emesso un permesso di costruire ora inopinatamente contestato come illegittimo a favore di un soggetto diverso da Green Campus; né oggi, cercando di mettersi dalla parte del "forte" e subendone tutte le pressioni, con aggravamento delle sue responsabilità, a cui non potrà non essere chiamato a rispondere in ogni sede e ogni veste istituzionale e personale». Il riferimento è chiaro: un'azione legale contro il Comune. Un'azione che potrebbe assumere un peso rilevante, se si considera che, stando alla procura, dall'operazione la società avrebbe ricavato 45 milioni di euro, con 326 appartamenti dei quali una settantina sono già stati venduti. «In questa vicenda – conclude la nota – alimentata dai peggiori mestatori della speculazione in danno anzitutto della popolazione studentesca, Green campus è la vera vittima: confida che la magistratura lo riconosca. Green campus si riserva ogni azione legale a propria tutela nei confronti di istituzioni e persone che hanno agito e stanno agendo a suo danno». Il sindaco Alessandro Cattaneo, che proprio ieri mattina ha radunato gli assessori per riferire loro gli ultimi pareri rilasciati dai legali, commenta: «Si tratta di una vicenda molto complessa. A noi i legali hanno detto che in questa fase, con il sequestro, non cambia nulla se la convenzione sia attiva o sospesa. Poi, ribadisco, non vogliamo certo revocarla».