Aziende orafe, una su 10 ha chiuso
MEDE Dieci per cento in meno di aziende orafe in quattro anni. Erano 59 nel 2009 e solo 53 nel 2012. In questa categoria sono compresi laboratori di pietre preziose, fabbricazione di oggetti di gioielleria e oreficeria, coniazione di monete, fabbricazione di bigiotteria e articoli simili. Allargando il tiro sono circa 100 le aziende orafe attive nella bassa Lomellina e impiegano circa 400 persone fra Mede, Sartirana, Torre Beretti, Frascarolo, Lomello, Valle, Gambarana e Breme. Per tutte loro si pone ora il problema di come promuoversi, visto che il Centro servizi orafo (Cso) è stato messo in liquidazione. Enti locali e associazioni di categoria provano a raccoglierne il testimone. Patrizia Cainarca è il direttore della Confederazione nazionale artigiani (Cna), uno dei soci del defunto Cso. «Il settore orafo è in crisi – spiega – e la fase in cui il settore pubblico va incontro alle aziende orafe è finita e forse è non un male. Ora partiremo dall'obiettivo per capire, a ritroso, quale sarà la forma di sostegno più efficace». Dopo le ferie estive le associazioni di categoria degli artigiani s'incontreranno con le aziende, ma un'idea già c'è: progetti di promozione specifici, come partecipazione a fiere di settore o a bandi mirati, da scegliere di volta in volta secondo le necessità. Anche il sindaco di Mede, Lorenzo Demartini, si schiera a fianco della Cna. «Le aziende non saranno lasciate sole: investiremo le risorse risparmiate a favore del comparto orafo medese – commenta il primo cittadino –. Studieremo una formula per garantire un sostegno, visto che la società a responsabilità limitata del Centro servizi orafo non era più sostenibile a causa degli alti costi di gestione». Umberto De Agostino