I manoscritti di Verga a Pavia

PAVIA I manoscritti di Verga sono al sicuro al Fondo Manoscritti. Una vicenda che risale ad alcuni mesi fa. E da cui parte anche l'appello del sindaco di Catania, Enzo Bianco, con l'augurio che «la nostra città entri al più presto in possesso dei trentasei manoscritti di Giovanni Verga». Documenti che valgono almeno 4 milioni di euro. Ma perché Pavia è entrata in questa vicenda? Alcuni mesi fa stavano per essere messi all'asta da Christie's a Londra questi 36 documenti. A venderli una famiglia che è risultata poi non essere tra i discendenti dello scrittore. A visionare il materiale erano stati gli esperti verghiani che ne avevano riconosciuto il valore e la Soprintendenza aveva fermato l'asta. La famiglia che li aveva messi in vendita , secondo l'indagine portata avanti dal nucleo dei carabinieri per la tutela dei beni culturali, non era fra gli eredi. Per questo l'asta era stata bloccata, lasciando spazio all'indagine. «La Soprintendenza doveva decidere dove depositare temporaneamente questi documenti – spiega Maria Antonietta Grignani responsabile del Fondo Manoscritti – e hanno contattati noi. Siamo una struttura affidabile, dotata di allarme, all'interno dell'università. Ci hanno chiesto di tenere questi materiali e di salvaguardarli. Ed è quello che stiamo facendo. I documenti erano stati lasciati in una vecchia valigia, erano rovinati. Noi siamo come un ospedale. Cureremo questi documenti finché non sarà deciso dove dovranno andare». Probabilmente al Centro Studi Giovanni Verga di Catania. Il Fondo Manoscritti dell'ateneo sta organizzando il materiale in faldoni, e ne sta predisponendo il recupero. «Abbiamo anche una piccola borsa di studio insieme alla Fondazione di Catania per un'allieva della professoressa Riccardi che è la nostra esperta di Verga». (ma.br.)