Ponte delle Barche Il comitato si appella alle star pavesi

BEREGUARDO Nessuna risposta dalla politica. Fatta eccezione per il consigliere regionale Giuseppe Villani che, nei prossimi giorni, porterà in consiglio la questione del ponte in chiatte, «non sappiamo se la Regione intende stanziare fondi per continuare la sistemazione della struttura», fa sapere Carlo Maiocchi, portavoce del Comitato Ticino 2000 che aveva chiesto al governatore Roberto Maroni, all'assessore Mario Melazzini e ai consigliere regionali Angelo Ciocca, Villani e Jolanda Nanni, di «aiutarci a trovare i 300mila euro necessari per completare la sistemazione del ponte». Perché l'obiettivo dei residenti è quello di salvare «un pezzo della nostra storia». «Per questo, se dalla Regione avremo una risposta negativa – fa sapere Maiocchi – cercheremo di coinvolgere nomi illustri pavesi e non solo. Da Gerry Scotti a Maria De Filippi, da Adriano Celentano a Ron a Max Pezzali, da Carlo Rossella a Giulia Crespi». E per Aldo Paravicini Crespi, dell'azienda agricola Cascine Orsine che si trova alla Zelata, la soluzione sta nel «far galleggiare il ponte». «Sono necessari buon senso e buona volontà per mantenere in vita una struttura che per noi è fondamentale – spiega -. Basta redigere un progetto serio che preveda la rimozione e la ridistribuzione della ghiaia in zona, prestando la massima attenzione alla tutela ambientale. Si potrebbe ottenere il parere favorevole del Parco del Ticino che sappiamo molto sensibile al problema». E Paravicini Crespi porta l'esempio di una lanca del territorio della Zelata che si stava atrofizzando: «Una società che lavora nel campo idraulico ha effettuato uno studio progettuale, approvato dal Parco, che ha previsto la rimozione della ghiaia. E' assurdo che nel caso del ponte non si riesca a trovare una soluzione. L'intervento realizzato qualche anno fa è stato uno sperpero di denaro pubblico che ha portato ad un risultato fallimentare». «Eliminare la ghiaia è sempre stata una delle richieste del Comitato – sottolinea Maiocchi -. Avevamo ottenuto il parere favorevole della Provincia, ma era necessaria l'autorizzazione anche di altri enti che ancora non hanno dato l'ok». Stefania Prato