I fratellini di Brescia uccisi prima del rogo Sono stati avvelenati

BRESCIA Davide e Andrea Iacovone, i due bambini di 9 e 12 anni morti carbonizzati nell'incendio divampato martedì a Ono San Pietro, nell'appartamento del padre tuttora ricoverato con grave ustioni, sarebbero morti prima del rogo. Questa la terribile conferma emersa ieri dai primi risultati dell'autospsia condotta agli Spedali Civili di Brescia. Sui corpi dei due fratellini ritrovati ancora a letto il medico incaricato dell'esame non ha riscontrato segni di violenza. Ma nei loro polmoni non c'era fumo: il segno evidente che al divampare dell'incendio erano già morti. I piccoli potrebbero quindi essere stati davvero avvelenati proprio dal padre Pasquale, un uomo molto violento che non che non aveva accettato la separazione dalla moglie - avvenuta 4 anni fa - e che la minacciava di continuo: tanto da ritrovarsi pluridenunciato per stalking . A chiarire quale sostanza sia stata somministrata a Davide e ad Andrea saranno le analisi chimico-tossicologiche i cui risultati arriveranno nei prossimi giorni. Di certo i sospetti della procura, che da subito aveva aperto un fascicolo per omicidio contro ignoti, sono ora concertati su Pasquale Iacovone che dal tribunale aveva ottenuto di tenere i figli per un breve periodo di vacanza. L'uomo, salvato in extremis dall'intervento dei vicini di casa, si trova al momento ricoverato a Padova con serie ustioni su gran parte del corpo e non è ancora in grado di essere interrogato. Già subito dopo il rogo, mentre nel piccolo paesino della Val Camonica ancora si sperava che si fosse trattato soltanto di un terribile incidente, l'avvocato di Enrica Patti, madre dei fratellini, aveva parlato di «una tragedia annunciata». «Lo sapevo, lo sapevamo tutti, anche la madre non si è illusa neppure per un istante», mormora Pierluigi Milano, il legale che da un anno segue le vicende giudiziarie della donna. «Quest'uomo ha sulle spalle dieci denunce e già altre volte aveva minacciato la moglie di uccidere lei e i bambini. Voleva fargliela pagare. Questo e solo questo era il suo scopo. Non voleva né soldi, né altro», ha aggiunto l'avvocato Milani. Poi, nei pressi del'abitazione andata a fuoco erano state recuperate una bombola di gas e una tanica di benzina: altri elementi che rendevano sempre più flebile l'ipotesi di una disgrazia. Anche perché i piccoli, stando agli accordi, avrebbero dovuto far rientro nella casa materna già domenica sera. A prendere piede è invece l'ipotesi, come riferiscono fonti della procura, che Davide e Andrea siano stati «narcotizzati» prima dell'incendio dal loro carnefice. Insomma un delitto pianificato. In attesa degli esiti delle analisi il magistrato ha intanto concesso il nulla osta alla sepoltura. I funerali dei due fratellini si svolgeranno sabato pomeriggio alle 15.