Renzi: «Non sarò il killer del governo»
ROMA Attacca i capicorrente del Pd che «pensano solo alle poltrone e strumentalizzano il caso Shalabayeva», fa carta straccia delle dichiarazioni dei leader Pdl «miracolati dal capolavoro di Bersani» e nega in modo risoluto l'intenzione di usare la mozione di sfiducia contro Alfano per far cadere il governo. Matteo Renzi non ci sta a passare per il killer di Enrico Letta e dopo giorni di battute al vetriolo, decide di rispondere ai suoi detrattori passando al contrattacco. Lo fa nella sua newsletter, cominciando proprio dall'accusa che più gli brucia sulla pelle, quella di fare fuori il governo delle larghe intese. «Dicono che tutta questa vicenda nasca dalla mia ansia di far cadere il governo. Ma la realtà dei fatti è che io non ho alcun interesse a far saltare il governo» precisa il sindaco di Firenze, che passa a spiegare perché. «Se cade Letta non si vota. E se anche si formasse un nuovo governo io non sarei candidabile. Se andrò a palazzo Chigi un giorno, ci andrò forte del consenso popolare non di manovre di palazzo». Ma ce n'è anche e soprattutto per i dirigenti del Pd che si preparano al congresso e temono la candidatura dell'ex rottamatore, che risponde con un colpo di mortaio. «Se molti dirigenti del Pd non vogliono che mi candidi, va bene. Se preferiscono perdere le elezioni pur di mantenere una poltrona, va bene. Ma ci facciano la cortesia di non strumentalizzare una vicenda (caso Ablyazov n.d.r.) di cui come italiano mi vergogno. Se scelgono questa vicenda per regolare i conti tra le correnti del Pd, mi vergogno per il Pd» affonda Renzi, per il quale la responsabilità di illustrare i fatti nell'aula del Senato «spetterà» al presidente del consiglio. Alfano si dovrà dimettere? Il sindaco di Firenze fa notare che già qualche settimana fa Letta aveva chiesto a un ministro (Josefa Idem) di «farsi da parte» e scarica sul presidente del Consiglio la "responsabilità" di restare attaccato ad Alfano: «Sarà il primo ministro a decidere cosa sia più opportuno fare e se le spiegazioni offerte siano convincenti». Nell'attesa di ascoltare quel che dirà Letta a palazzo Madama, Renzi entra nel merito della delicata vicenda Shalabayewa e si schiera con forza dalla parte di chi è stato già chiamato a pagare il conto : «Io sto con le forze dell'ordine perché scaricare su servitori dello Stato tutte le responsabilità senza che venga mai fuori un responsabile politico è indegno per la politica. E per l'Italia».(g.r) ©RIPRODUZIONE RISERVATA