Powell e Simpson scappano in Giamaica, scatta l'indagine
LIGNANO (Udine) Non si placa la tempesta sul mondo dell'atletica. Gli sprinter giamaicani Asafa Powell e Sherone Simpson, coinvolti nell'inchiesta su presunti casi di doping, hanno lasciato ieri mattina Lignano Sabbiadoro, sede del ritiro estivo della squadra. Una fuga repentina dopo lo scandalo che li ha coinvolti. Il preparatore tecnico Cristopher Xuereb, su cui si sono concentrati i sospetti di aver somministrato la sostanza proibita agli atleti, aveva lasciato Lignano già lunedì. Il gruppo si è messo in marcia verso la Giamaica. La Procura di Udine ha quindi aperto un fascicolo per eseguire accertamenti sui medicinali sequestrati ai tre nelle stanze d'albergo. Secondo quanto si apprende per gli inquirenti non sarebbe fondamentale sapere dove si trovano i tre in questo momento. La priorità delle indagini ora è effettuare le analisi sulla cinquantina di scatole di prodotti posti sotto sequestro per capire si tratti di sostanze dopanti oppure no. Per conoscere l'esito degli accertamenti si dovrà attendere qualche giorno. Intanto nel pomeriggio gli atleti e il preparatore hanno avuto un summit con alcuni avvocati. Ma non è finita. La discobola Allison Randall, 25 anni, è diventata il terzo atleta per il quale è confermata la positività ad un test antidoping in occasione dei trial giamaicani di giugno. Randall, che ha gareggiato lo scorso anno al Giochi di Londra, ma senza riuscire a qualificarsi per la finale, ha ricevuto dalla Commissione antidoping della sua federazione la comunicazione sulla positività ad un diuretico vietato. Ci sono due casi di positività anche in Brasile.La specialista dei 3.000 siepi Sabine Heitling, primatista sudamericana di questa specialità, e del maratoneta Idalto Rodrigues.