Green campus, a sorpresa spunta un terzo parere
di Fabrizio Merli w PAVIA A sorpresa, nel caso Green campus, fa la sua apparizione un terzo parere legale. Una pronuncia che, inizialmente, non era stata comunicata ai consiglieri comunali che avevano chiesto l'accesso agli atti. Si tratta di un parere appartenente, ancora una volta, al professor Aldo Travi, docente di diritto amministrativo all'Università Cattolica di Milano. Il contenuto, al momento, è riservato. Ma se ne è iniziato a parlare, nei giorni scorsi, in alcuni interventi su Facebook. L'atto, quindi, farebbe riferimento alla compatibilità tra le palazzine costruite da Green campus e la destinazione urbanistica dell'area, anche sulla base di quanto previsto, in passato, da un decreto governativo che precisava la natura dell'edilizia universitaria. Per avere una visione più chiara, tuttavia, occorre riepilogare velocemente i principali passaggi. Il 21 gennaio 2013, il professor Travi, incaricato dall'amministrazione comunale, fornisce risposte ad alcune perplessità. Dice, in sostanza, che l'atto d'obbligo unilaterale, cioè l'impegno con cui la società costruttrice, si vincola al fatto che gli appartamenti debbano essere affittati a universitari, da solo non è sufficiente a garantire la posizione del Comune. Il motivo è che un atto unilaterale può revocato. Meglio lo strumento della convenzione, nella quale imprenditore e amministrazione possono introdurre una serie di clausole per garantire che la destinazione di residenza universitaria venga effettivamente rispettata. Il 4 marzo, su richiesta della procura di Pavia, i 360 alloggi di Green campus vengono sequestrati. Il 16 aprile, il Comune torna a rivolgersi a un legale, questa volta al professor Guido Greco, ordinario di diritto amministrativo alla Statale di Milano. Il docente concorda sulla necessità di una convenzione e suggerisce il percorso che le parti potrebbero intraprendere per arrivare a "regolarizzare" la situazione. Un'indicazione colta in pieno nella delibera con la quale, lo scorso 9 luglio, la giunta approva la bozza di convenzione facendo sempre riferimento al parere fornito dal professor Greco. Ma dopo il primo parere del 21 gennaio, il professor Aldo Travi ne aveva fornito un secondo. L'attenzione, in questa seconda pronuncia, si sarebbe appuntata sugli aspetti di compatibilità urbanistica. Secondo le indiscrezioni circolate su Facebook, si sarebbe fatto riferimento al decreto Gelmini con il quale si precisa che gli immobili destinati a edilizia universitaria debbano includere anche spazi comuni per la lettura, lo studio, il gioco e, più in generale, la socialità. Il docente tornerebbe poi su quanto già era stato anticipato nel parere del 21 gennaio, laddove aveva scritto che «in quell'ambito (di territorio ndr) classificato come zona "F" , il piano regolatore non consente insediamenti residenziali; ammette invece residenze universitarie». Di questa seconda versione del parere, tuttavia, non si era avuta notizia sino a pochi giorni fa. Sino a quando, appunto, si è iniziato a parlarne in alcuni siti internet che si occupano delle vicende politiche e amministrative della città. E sempre stando ad alcune indiscrezioni, l'amministrazione avrebbe interpellato (non si sa se ufficialmente) anche un terzo legale per un'opinione sui risvolti penali del caso.