Maugeri, 70 dipendenti aspettano la ricollocazione
In 2038 per 5 posti da infermiere. Concorso con polemica quello che si è tenuto lunedì mattina al Palatreves, indetto dall'Azienda Ospedaliera di Pavia. Si è svolta la prima prova scritta, 10 domande in 10 minuti. Ma i partecipanti contestano le condizioni in cui si è svolto il test: «pigiati come sardine, al caldo senza aria condizionata e con un appello durato un'ora e mezza» dice L. D. dal sud. «Non ci risultato irregolarità procedurali – dice Domenico Mogavino della Cisl –. Sul concorso possiamo dire che non risolverà il problema della carenza di organico: 5 infermieri sono una goccia nel mare». di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Una sola offerta depositata poco prima dello scadere del bando di gara. Dopo l'uscita di scena della fondazione Maugeri dalla gestione delle unità di riabilitazione negli ospedali di Casorate Primo e Mede, l'Azienda Ospedaliera di Pavia ha aperto ieri a mezzogiorno l'unica busta ricevuta. «Gli uffici stanno ancora procedendo al disbrigo delle pratiche – spiega categorico il direttore generale dell'Azienda, Daniela Troiano –. Per il momento non posso dire nulla». Da indiscrezioni, però, sembra che il candidato all'aggiudicazione dell'appalto sia un gruppo socio-sanitario italiano che opera nell'ambito della riabilitazione e dell'assistenza della cronicità, una società che ha in gestione altre strutture in Lombardia. I servizi di riabilitazione pneumologica e geriatrica sono stati gestiti finora dalla Maugeri, rispettivamente a Mede e Casorate. Servizi a quanto pare in perdita, per oltre un milione e 800mila euro. Il rosso in questa voce di bilancio e le difficoltà del gruppo guidato da Aldo Maugeri hanno probabilmente pesato sulla scelta di uscire di scena. Il nuovo appalto avrà durata quinquennale, per un importo di un milione e 125mila euro. Ma se da una parte i servizi all'utenza saranno garantiti altrettanto non si può dire, per il momento, del livello occupazionale. I 45 dipendenti a tempo indeterminato potrebbero rientrare in Maugeri ed essere ricollocati nelle strutture della fondazione tra Pavia e Montescano. Gli altri 20 a tempo determinato invece rischiano molto di più. «Siamo preoccupati per le conseguenze di questo bando costruito su una riduzione dei costi, già peraltro molto contenuti – commenta Gilberto Creston, della Cgil –. Ma soprattutto rileviamo come nel capitolato d'appalto non sia stato specificato alcun obbligo di assorbire il personale presente, una cosa che invece ci preme molto». Questa mattina alle 9.30 i sindacati incontreranno i vertici della fondazione per avere chiarimenti sul futuro del personale. «Vogliamo rassicurazioni per i lavoratori presenti nelle due strutture – dice Domenico Mogavino della Cisl –. A Mede si tratta di 9 infermieri, 4 operatori sanitari e 5 fisioterapisti. A Casorate 6 infermieri, 6 oss, 3 fisioterapisti e 2 tecnici di fisiopatologia a cui si aggiungono 2 infermieri, 3 oss e 3 fisioterapisti geriatrici. Ci sono poi altri venti precari da ricollocare. Incontreremo anche la società che si aggiudicherà l'appalto per sondare la sua disponibilità ad acquisire queste figure professionali». A Casorate, oltre alla riabilitazione, sono presenti i servizi di dialisi, radiologia e punto di accoglienza.