Vigevano, meno bidelli posti a rischio nelle scuole
E' stata precaria della scuola per dieci anni, poi sembrava essere arrivata un po' di stabilità. «E invece si ricomincia da zero». Dora Di Matteo fino a giugno ha lavorato come bidella al terzo circolo di Vigevano. E' stata convocata nei giorni scorsi dall'ufficio scolastico perché è nell'elenco dei «perdenti posti»: non c'è più il loro posto di lavoro nella scuola doveva erano stati assegnati. «Abbiamo dovuto presentare la domanda di trasferimento, una scelta che non abbiamo voluto noi», sottolinea Di Matteo. E' entrata nel mondo della scuola nel 2000. «Potevo capire una situazione del genere quando ero precaria – spiega – ma quando si ha il posto di ruolo non è normale. Ci fanno girare come una trottola, per me è come essere tornata precaria un'altra volta». Il passato anno scolastico aveva trovato la stabilità a Vigevano, i due anni precedenti era stata a Mortara. «Dopo dieci anni di precariato ero riuscita finalmente ad arrivare a Vigevano – racconta – perché non ci hanno detto che con gli accorpamenti i nostri posti erano a rischio? Adesso non sappiamo in quale scuola lavoreremo l'anno prossimo». Per chi risulta fra i perdenti a settembre ci sarà un trasferimento, e le loro scuole d'origine avranno comunque meno bidelli. «Infanzia ed elementari sono le scuole che hanno più bisogno – spiega la bidella – la sorveglianza è il primo lavoro che si fa in queste scuole, ma in queste condizioni non si riuscirà a farlo. E tutto andrà a discapito dei colleghi che restano perché aumenta il carico di lavoro». di Marianna Bruschi wVIGEVANO I collaboratori scolastici aprono le sedi delle scuole, sono un punto di collegamento con le succursali, puliscono le aule e i servizi igienici, sorvegliano gli alunni all'entrata e all'uscita, ma anche durante la mattinata, consegnano le circolari nelle classi, assistono i bambini in attesa dei genitori quando non si sentono bene e devono tornare a casa. Da settembre molti istituti dovranno arrangiarsi con meno personale e questi compiti rischiano di non essere garantiti. Vigevano è una delle città più penalizzate della provincia. Sono sei i bidelli che per il prossimo anno scolastico perdono il posto nelle scuole dove hanno lavorato fino a giugno. Per effetto delle assegnazioni, la provincia di Pavia ha perso 12 posti di lavoro, «per un calcolo errato», secondo i sindacalisti della Uil. Questi tagli si ripercuotono sui singoli istituti, e a conti fatti ci sono scuole che hanno degli esuberi. Sono sedici i bidelli in tutta la provincia che perdono la titolarità. In pratica "avanzano" rispetto al personale previsto, proprio a causa dei tagli all'organico. Tecnicamente sono «perdenti posto». L'ufficio scolastico li ha convocati nei giorni scorsi: la procedura prevede che presentino una domanda di trasferimento. Un atto obbligatorio. A Vigevano è così per due bidelli del terzo circolo, due della media Bramante, due della Robecchi. E si perde anche un bidello al Roncalli. E sempre in Lomellina saltano due posti anche all'istituto comprensivo di Robbio. In questi due ultimi casi la causa è la diminuzione degli alunni, mentre negli altri casi il taglio dei collaboratori scolastici è legato agli accorpamenti del piano di dimensionamento. Perdono un bidello anche Casteggio, Bressana, primo Circolo di Voghera, Plana di Voghera, Rivanazzano, Varzi, Gallini di Voghera. L'ufficio scolastico provinciale ha comunicato ai bidelli convocati nella sede di via Taramelli l'elenco dei posti disponibili. Sono solo 4 i posti che si liberano in Lomellina, ma ancora devono essere definiti i trasferimenti. I bidelli che perdono il posto a Vigevano dovranno quindi spostarsi, per esempio verso Casorate e Siziano, le due sedi che hanno più posti. «Si crea un disagio a queste persone a causa di un calcolo errato – sottolinea Luigi Verde, sindacalista della Uil Scuola – Il numero di collaboratori scolastici assegnato dal Ministero alla Regione è aumentato rispetto allo scorso anno. Ma per la provincia di Pavia sono stati tagliati 12 posti e questo nonostante l'aumento degli alunni». Si riapre il problema della sicurezza nelle scuole. Ai disagio per i dipendenti si affianca quindi quello degli alunni, dei docenti e delle famiglie che rischiano di vedere venir meno il servizio di sorveglianza richiesto soprattutto nelle materne e nelle elementari. Un problema che segnalano gli stessi bidelli: «Con l'organico ridotto sarà difficile garantire la sorveglianza degli alunni che dovrebbe essere uno dei nostri primi compiti». @mariannabruschi ©RIPRODUZIONE RISERVATA