Caso Ablyazov, mozioni contro Alfano
ROMA Con il governo in fibrillazione per l'intrigo kazako, alla vigilia della presentazione del dossier del capo della Polizia, Emma Bonino esprime il suo rammarico per la figuraccia internazionale culminata nella consegna di una donna e di una bambina, moglie e figlia di un dissidente, al regime dittatoriale di Nursultan Nazarbayev: «Umanamente ho vissuto questa vicenda in modo molto amaro» dice il ministro degli Esteri. L'esito dell'indagine di Alessandro Pansa, annuncia, «è atteso ad ore, al massimo domani (oggi, ndr), e sarà il documento ufficiale su come si sono svolti i fatti e i comportamenti in quei giorni». Ma la Farnesina, ribadisce, «non ha alcuna competenza sulle espulsioni ed estradizioni». Il premier Enrico Letta ha già sentenziato: «Chi ha sbagliato pagherà», chiedendo la massima trasparenza dell'inchiesta: «Non ci saranno sconti per nessuno» ripete il ministro Giampiero D'Alia. Un mese e mezzo dopo l'espulsione di Alma Shalabayeva, moglie di Mukhtar Ablyazov, e della piccola Aula, le nubi si addensano sempre più pesanti sul Viminale, dove il governo si prepara a fare saltare le teste dei responsabili, mentre i big del Pdl si schierano tutti in prima fila in difesa del ministro dell'Interno Angelino Alfano. E più che sugli avversari politici, sul Movimento 5 Stelle e su Sel che depositano a Camera e Senato una mozione di sfiducia, puntano il dito su "Repubblica" per l'editoriale con cui il direttore Ezio Mauro chiede le dimissioni del ministro: «Provocatori che vogliono far cadere il governo» accusa Fabrizio Cicchitto, con l'obiettivo, sostiene Renato Brunetta, «di promuovere Matteo Renzi alla testa del Pd e poi del Paese». Una lettura condivisa da Daniela Santanché: «Alfano bomba umana per fare esplodere il governo». Ma il ministro «uscirà senza macchia da questa vicenda» assicura Mariastella Gelmini, mentre in molti puntano il dito sull'operato dei giudici: «Anche la magistratura ha sbagliato, avallando l'operato della polizia» accusa Maurizio Gasparri. Renzi sceglie la battuta: «Sembra che l'abbia rapita io...». Silvio Berlusconi, intanto, cerca di fugare nuove ombre sui suoi rapporti con il regime kazako e smentisce di avere incontrato sabato scorso in Sardegna Nazarbayev, in vacanza in Italia: «Berlusconi si è trattenuto tutto il giorno ad Arcore» sottolinea un comunicato. Ma dal Pdl è un fuoco di fila, nel giorno in cui il M5S e Sel sparano a zero sul governo sottoscrivendo la mozione di sfiducia contro il titolare del Viminale, in cui denunciano «le violazioni di norme ordinarie e costituzionali che rischiano di compromettere la vita di un essere umano» e sottolineano come «operazioni di polizia non possano avvenire senza conoscenza diretta del ministro dell'Interno, altrimenti ciò implicherebbe l'esistenza di una polizia parallela su cui il ministro ha omesso di vigilare. È credibile – è la domanda – che nessun vertice governativo ne sia stato informato?». Il Viminale, per il capogruppo del M5S alla Camera, Riccardo Nuti, «non poteva non sapere». Nichi Vendola, leader di Sel, affonda: «Le dimissioni di Alfano atto di igiene istituzionale». Ma anche nel Pd i malumori aumentano: «Non vogliamo zone d'ombra, superato ogni limite. Chi ha sbagliato dovrà assumersi le responsabilità dell'inaccettabile errore» dice il segretario Guglielmo Epifani, mentre Anna Finocchiaro e il leader Udc Pier Ferdinando Casini chiedono che Alfano e Bonino riferiscano in commissione Affari costituzionali ed Esteri del Senato. (m.r.t.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA