Usura, accuse a commercialista «Prestiti con tassi fuorilegge»
di Maria Fiore wCURA CARPIGNANO Gli accertamenti della Finanza avevano ipotizzato, per alcuni prestiti, tassi di interessi superiori anche al mille per cento. Le verifiche erano partite dalla denuncia della presunta vittima, titolare di un'azienda di autotrasporti di Pavia, e si sono trasformate in un'accusa di usura. Accusa tutta da provare, ma per la quale la procura di Pavia ha chiesto il processo per Michele Quarto, 63 anni, commercialista di Cura Carpignano. L'udienza preliminare davanti al gip Erminio Rizzi è ancora in corso e potrebbe anche chiudersi con l'assoluzione dell'indagato, che ha presentato istanza di giudizio abbreviato. Il giudice ha aggiornato l'udienza all'8 ottobre, per sentire la parte offesa che si è costituita parte civile ed è rappresentata dall'avvocato di Voghera Lidia Agoni. Non si è invece costituito un avvocato di Torre d'Isola, che risulta allo stesso modo presunta parte offesa in questa vicenda. In base alla ricostruzione dell'accusa, l'imprenditrice di Pavia si sarebbe rivolta al commercialista in un momento di difficoltà economica per la sua azienda. I capi di imputazione ricostruiscono, dal punto di vista della procura, i prestiti e i passaggi più salienti degli accordi tra l'imprenditrice e il commercialista tra il 2005 e il 2008. In base alle accuse, il primo prestito è di 10mila euro. Dopo due settimane la donna avrebbe restituito 12mila euro. In questo caso, secondo l'accusa, sarebbe stato applicato un tasso di interesse annuo del 486,66 per cento a fronte di un tasso antiusura del 19,5 per cento annuo. Qualche giorno dopo, la richiesta di prestito è di 50mila euro. A fronte di questa cifra, il commercialista si sarebbe fatto promettere la restituzione di 56mila euro, in quattro mesi, attraverso l'emissione di sette assegni post datati, dell'importo di 8mila euro ciascuno. Una cifra che la donna non sarebbe stata più in grado di restituire. E che avrebbe dato luogo a un ulteriore incremento del debito, fino a 108mila euro. Ma due contestazioni riguardano anche prestiti a tassi fuorilegge che sarebbero stati concessi a un avvocato di Torre d'Isola. In questo caso si parla, negli atti dell'accusa, di un prestito di 35mila euro e di una restituzione, nel giro di un anno, di 49mila euro, con l'applicazione di un tasso annuo del 41,82 per cento, secondo la procura. A gennaio del 2008 all'avvocato sarebbe stato concesso un prestito di 88mila euro, diventati nel giro di due anni 125mila euro. Contestazioni che la difesa conta di riuscire a smontare nel corso del processo. «Accuse infondate e contraddittorie – si limita a dire l'avvocato difensore –. Alla luce della documentazione prodotta siamo certi di riuscire a dimostrare l'estraneità del professionista ai fatti contestati». @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA