Cinese morta, indagato un 37enne

PERUGIA Quello di sabato era il primo incontro tra la studentessa 19enne cinese trovata morta all'alba di domenica nei pressi del lago Trasimeno e il 37enne fiorentino denunciato ieri per omissione di soccorso, occultamento di cadavere e morte in conseguenza di altro reato. I due chattavano da circa tre mesi in maniera molto intensa, fino a che hanno deciso di incontrarsi al Trasimeno per tarscorrere una giornata al lago. Una volta insieme, la giovane avrebbe fatto uso di droga e poi si sarebbe sentita male. Il 37enne, un operaio incensurato con segnalazioni per uso di stupefacenti, a quel punto si sarebbe spaventato e l'avrebbe lasciata lì non prestandole alcun tipo di soccorso. Anzi avrebbe celato il corpo dietro al cespuglio dove poi è stato notato da alcuni bagnanti. Se e quale tipo di droga la giovane possa aver assunto, verrà chiarito dagli esami tossicologici, che arriveranno nelle prossime settimane. L'autopsia, che chiarirà se tra le concause della morte possa esserci proprio la droga o l'alcol, potrebbe essere svolta già oggi all'istituto di medicina legale dell'ospedale di Perugia. Il console cinese, intanto, nella giornata di ieri ha incontrato gli inquirenti perugini. Le indagini sono svolte dal reparto operativo di Perugia, guidato dal tenente colonnello Pierugo Todini, e coordinate dal sostituto procuratore Massimo Casucci. Nei prossimi giorni potrebbero arrivare in città anche i familiari della giovane che vivono in Cina. La vittima studiava italiano all'università per stranieri di Perugia dallo scorso marzo.