Occupazione e flessibilità, clima rovente

di Andrea Di Stefano wMILANO Non sarà una strada in discesa quella che ha intrapreso il ministro del Lavoro Enrico Giovannini: «Ho convocato le parti sociali per un avvio di discussione sui temi del lavoro, in particolare quelli sulle modifiche al dl lavoro anche legate all'Expo 2015», ha detto il ministro. Aggiungendo: «Sono sicuro che troveremo una soluzione equilibrata». Tanti i temi sul tappeto: dalla maggiore flessibilità dei contratti per l'Expo al rifinanziamento della cassa in deroga, dall'allargamento della platea di chi può usufruire di incentivi a quelli previsti per l'occupazione femminile. Le divergenze tra le forze politiche della maggioranza si riflettono nella pioggia di oltre 500 emendamenti al dl lavoro sui quali Giovannini è stato molto cauto: «Stiamo valutando cosa è possibile recepire. Ci sono alcune idee che rafforzano l'approccio del governo e quindi le stiamo esaminando», ha spiegato il ministro sottolineando che «saranno le parti politiche, naturalmente, a dover trovare un equilibrio». Le tensioni maggiori riguardano la richiesta, sostenuta dalla Confindustria, di una sperimentazione legata all'Expo per rendere più flessibile l'uso dei contratti a termine dei più giovani: «Vediamo cosa uscirà da questo tavolo. La vicenda non è tanto di per sé l'Expo 2015, bisogna veramente dare dei segnali di svolta a questo Paese», ha detto il presidente dell'associazione degli industriali Giorgio Squinzi. «Non possiamo restare nello status quo - ha aggiunto Squinzi - bisogna cambiare, e la vicenda Expo è una di queste». Diametralmente opposta la posizione dei sindacati, soprattutto Cgil e Uil. «Sono anni che ci spiegano che scarsa crescita e calo dell'occupazione sono causati dall'incredibile peso della burocrazia e dalle eccessive tasse. Quando, però, si esce dai convegni e si entra nei luoghi in cui si decide, l'unica cosa che le imprese sanno chiedere è una maggiore flessibilità», ha detto il leader della Uil Angeletti: «E' tempo che la Confindustria cambi e che sia meno acquiescente nei confronti di una politica che pensa solo ai suoi equilibri e non ai problemi del Paese». Il leader della Cgil ieri ha usato parole più caute: «Siamo per distinguere - ha sottolineato - tra una discussione generale e un accordo per governare il periodo di Expo attraverso percorsi legislativi che diano certezza e non incertezza ai lavoratori. Ciò che non è sopportabile è che si approfitti di un evento straordinario per deregolare il sistema». Al segretario della Cisl il ruolo di mediatore: «Tocca alle imprese ed ai sindacati trovare una soluzione equilibrata per non far diventare la vicenda Expo la solita occasione per uno scontro ideologico tra le forze politiche. Il Paese non ne ha bisogno». Ma le ipotesi avanzate per Expo dividono anche la maggioranza. La proposta è quella di introdurre contratti a termine fino a 36 mesi, senza causale, rinnovabili fino a sei volte e con 5 giorni di intervallo tra un richiamo e l'altro. ©RIPRODUZIONE RISERVATA