Fausto Leali canta a Olevano «Così debuttai in Lomellina»

Una sagra dedicata alle uova contadine mancava. Ci hanno pensato a Scaldasole con un appuntamento, fino a martedì prossimo, tutto "alla scoperta del mondo ruspante". Comune, biblioteca, Pro loco a parrocchia in prima fila nell'elaborare una kermesse dove le uova saranno le protagoniste (a tavola e non solo) e dove non mancheranno richiami musicali, folk e culturali. Nell'area ristorante presso il cortile delle scuole elementari le uova saranno cucinate nei modi più classici: al tegamino, in frittata, sode, come "occhio di bue". Alle scuole sono allestite le mostre fotografiche e di modellini a cura di Marco Motta (Agogna ed i salti d'acqua), Massimo Cristiani (foto dalla Russia di oggi) e di pittura con Alberta Ruffolo. Oggi alle 11 ci sarà la messa con le reliquie del patrono San Giuliano; quindi i giochi con il "lancio dell'uovo" e la "corsa con le uova" dalle 17; in serata ancora uova in tavola e lo spettacolo musicale con "I Divina". Domani per le strade di Scaldasole l'attesa "Strapazzata sotto le Stelle", una sorta di notte bianca con grigliate (presso l'oratorio), canzoni, spettacoli itineranti tra cui l'esibizione di cavalli andalusi. Infine gli appuntamenti di martedì, ultimo giorno della sagra. Dalle 19 ancora uova nell'area ristoro, visita alle mostre e alle 21,30 il tombolone a premi con in palio un soggiorno per due persone in un centro termale. Si balla con la musica dell'orchestra Occhi Blu. OLEVANO La sua voce roca e aggressiva da "negro bianco" risuonerà anche stasera a Olevano, al centro di quella Lomellina che conosce dai primi anni Sessanta. Fausto Leali chiuderà la quarta edizione di Anguriando, rassegna estiva promossa da Comune e Pro Loco. Alle 21 sul palco di piazza della Libertà salirà il cabarettista Leonardo Fiaschi, prima di lasciare spazio, alle 22 (ingresso libero) al vincitore del Festival di San Remo 1989 ("Ti lascerò", con Anna Oxa). Leali, lei è originario di Brescia, ma si è fatto conoscere nei primi anni Sessanta proprio dalle parti della Lomellina. Con chi suonava? «Avevo inciso il primo 45 giri nel 1961, a 17 anni, per una rivista che allegava un 45 giri al giornale. Poi ho incontrato un complesso di Alessandria, "Novelty". Siamo riusciti a ottenere un contratto per la Music nel 1962 e a incidere i primi 45 giri, tra cui due cover dei Beatles, "Please please me" e "Lei ti ama", cioè "She loves you"». Chi era il suo chitarrista? «Era proprio un lomellino, Piero Braggi, alla chitarra elettrica. Ricordo che veniva da Mede. Gli altri erano comunque delle vostre parti: due erano di Alessandria e altri due di Casale Monferrato. Sono stati con me fino alla metà degli anni Sessanta. I nostri brani s'inserivano nel filone beat e la maggior parte è stata compresa nel primo album, pubblicato nel 1965». Poi lei ha ottenuto il primo, enorme successo personale con "A chi". Glielo richiedono sempre ai concerti? «E' stato il mio primo cavallo di battaglia. Era il 1967 e "A chi" era la versione italiana di una canzone americana, "Hurt". Ma ai concerti eseguo sempre anche i brani che ho portato a San Remo nel corso degli anni, da "Io amo" a "Mi manchi" fino a "Ti lascerò". Sono, ovviamente, anche le canzoni in scaletta a Olevano». Ritiene che i suoi brani siano intergenerazionali? «Ai miei concerti arrivano uomini e donne di tutte le età. E' chiaro che i più attempati richiedono "A chi", "Deborah" e anche "Io camminerò". Poi scendendo con gli anni verso di noi arrivano gli ultimi successi». Scrivere musica oggi è lo stesso di 50 anni fa? «Scrivere musica è sempre facile, difficile è trovare il brano che ti porterà al successo. Forse sono cambiate le vibrazioni che provano i giovani». Qual è il brano di un suo collega che vorrebbe aver portato al successo? «Ho invidiato Toto Cutugno quando ha presentato "L'italiano". Nella sua semplicità, descrive perfettamente il nostro carattere nazionale». Ha una richiesta per gli organizzatori della serata di Olevano? «Per favore, non mi facciano trovare le zanzare». Umberto De Agostino