Sfondano con l'auto la porta del bar e fuggono con la slot

di Donatella Zorzetto wBARBIANELLO L'anno scorso ad ottobre l'avevano rapinata dell'incasso mentre usciva di casa; nelle prime ore di ieri mattina le hanno sfondato con un'auto la porta d'entrata del bar e si sono portati via una slot piena di soldi. Un'altra brutta avvenutura è toccata a Giovanna Casella, che con il figlio Angelo Brondoni gestisce il bar "Voglia di caffè" in via Montebello 1 a Barbianello. Era quasi mattina quando una "Ford Fiesta" con a bordo quattro uomini e una donna è entrata nel suo locale, a ridosso della strada e vicino all'incrocio con piazza della Vittoria. Un colpo messo a segno con decisione, seguendo un copione che i carabinieri della compagnia di Stradella stanno analizzando per filo e per segno. Aiutati dalle telecamere installate, appunto, in piazza della Vittoria, che sembra abbiano filmato tutto quanto. Secondo una prima ricostruzione dei fatti i cinque a bordo della "Ford Fiesta" sono entrati in azione verso le 4.10. L'auto è stata diretta con velocità contro la porta vetrina del bar. Uno schianto fragoroso e il vetro è andato in frantumi: il mezzo ha trascinato verso il retro tavolini e frigorifero. I cinque sono scesi, hanno agguantato la slot machine, l'hanno sollevata di peso e caricata nel bagagliaio della vettura. Sono bastati pochi attimi per risalire a bordo e fuggire in velocità con il baule aperto. Una vicina, che aveva sentito il rumore, accorgendosi del furto è scesa ed ha rincorso i banditi con la scopa. Che in poco tempo, però, hanno fatto perdere le loro tracce. Le telecamere hanno filmato tutto, un aiuto prezioso per gli inquirenti. Non si esclude che i cinque malviventi siano di origine straniera. «Per noi non c'è pace – sottolineano Giovanna Casella e Angelo Brondoni –. Già un anno fa abbiamo subìto una rapina, e ora ci hanno fatto questo. Per portare via la slot, dentro la quale non sappiamo quanti soldi ci fossero, ci hanno rotto la serranda con la porta d'entrata, ribaltato il banco frigo e spaccato alcuni tavolini con le sedie. È stato un colpo violento, una cosa che non ci aspettavamo potesse accadere in un paesino come il nostro. Ed è sempre più difficile fare il nostro mestiere in un periodo in cui la delinquenza dilaga». «Mi hanno avvertita alle 4 del mattino, chiamandomi sotto casa – conclude la donna –. Mi hanno detto che erano entrati in auto nel mio bar. Sono rimasta di sasso». ©RIPRODUZIONE RISERVATA