Associazioni disabili Ricorso in tribunale sull'Annunciata

«Si è scelto di utilizzare il ricorso antidiscriminatorio per evidenziare come la presenza di barriere costituisca non solo uno dei più diffusi ostacoli alla partecipazione sociale delle persone con disabilità ma soprattutto un motivo di esclusione dal godimento dei diritti civili politici e sociali – spiega l'avvocato Gaetano De Luca del Servizio legale Ledha che ha assistito le associazioni pavesi nel ricorso al Tribunale di Milano –. La legge antidiscriminazioni ci è venuta in aiuto». di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Durante i lavori di ristrutturazione della sala dell'Annunciata i responsabili del Coordinamento pavese per i problemi dell'handicap e l'Uildm (unione lotta alla distrofia muscolare) avevano più volte fatto notare i "difetti" della struttura ai tecnici della Provincia. Riunioni, mail, segnalazioni. Ma a opera consegnata si sono accorti che i loro suggerimenti non sono stati tenuti in considerazione. Accessi difficili, palco irraggiungibile se non con un montacarichi adatto solo alle carrozzine manuali e non a quelle elettriche, un solo bagno nel settore donne. E così, «dopo due anni di concertazione», le associazioni hanno deciso di ricorrere alle vie legali per veder riconosciuto un diritto. Hanno depositato un ricorso al Tribunale di Milano per chiedere di "accertare il carattere discriminatorio" degli interventi fatti nella Sala Annunciata perché le barriere costituiscono «motivo di esclusione sociale e limitano i diritti civili, politici e sociali». La situazione nella sala pubblica che ospita convegni e seminari oltre alle sedute del consiglio provinciale, dicono, dopo gli interventi è persino peggiorata. «Confidavamo che, dopo anni di lavori e di ristrutturazioni, potessimo finalmente avere in città una sala a uso pubblico priva di barriere architettoniche» commenta amareggiata Katia Pietra, referente del Coordinamento pavese. «Invece ora l'accesso alla sala si presenta ancora più problematico rispetto al passato, come evidenziano anche le relazioni dell'architetto Giovanni Del Zanna, esperto di accessibilità e barriere architettoniche» aggiunge Katia Pietra. «Per salire sul palco non c'è rampa – spiega – . E' a disposizione un cingolato che non è adatto a tutte le carrozzine. E la rampa di ingresso alla sala è fatta di lastre che causano sobbalzi. Autonomamente, da soli, non si riesce salire». «La struttura – replicano all'ufficio tecnico di piazza Italia – è conforme alle normative. La platea dispone di ingressi laterali e sul palco non c'era alternativa, essendo un edificio vincolato. E' a disposizione un cingolato elevatore. La commissione di vigilanza ha espresso parere favorevole». «Ogni giorno noi, associazione fatta di persone con una disabilità, cerchiamo di insegnare ai nostri soci, ragazzi davvero piccoli che hanno una patologia che li accompagnerà per tutta la vita, a non mollare, a non arrendersi di fronte agli ostacoli, a credere in loro stessi e in tutti risultati ed i traguardi che vogliono tagliare – dice Fabio Pirastu, presidente della sezione pavese di Uildm - poi però ci troviamo di fronte a istituzioni, in questo caso la Provincia, che riportano la storia di tutte le battaglie fatte in passato ai giorni nostri, a un salto indietro di 30 anni» .