Sfrattato per un debito di 150 euro
VIGEVANO Gli arriva lo sfratto per 150 euro. Abramo Scalera, uno degli inquilini residenti nelle case popolari di via Cesarea ieri mattina, al ritiro della posta, si è trovato un'ordinanza di sfratto, da parte dell'amministrazione comunale per tre affitti non pagati. «C'è scritto che ho un debito 150 euro, ma io – spiega Scalera – quei soldi li ho pagati». Sul tavolino esibisce tutte le fatture e i rendiconti di quanto ha corrisposto in questi anni all'amministrazione comunale. E non si tratta soltanto di pagamenti. Addirittura Scalera è intervenuto con opere di sistemazione, in particolare degli infissi, sull'appartamento popolare. «Ho saputo – spiega – che l'affitto non pagato risalirebbe al 2008. E pensare che quell'anno addirittura l'amministrazione comunale, che allora gestiva gli alloggi, mi scrisse per scontarmi l'affitto e pagarmi i lavori che avevo effettuato io». La missiva del Comune riportava anche la precisa indicazione da parte dell'avvocato, cioè Francesca Bocca, di recarsi entro sette giorni all'ufficio. Scalera l'ha fatto subito, ieri mattina, e lo stesso legale, un po' meravigliato per uno sfratto causato da così pochi euro, ha preso in visione la documentazione e si è ripromesso di verificarla, per chiarire l'eventuale disguido. In questi giorni è attivo, infatti, un vero e proprio giro di vite sugli alloggi popolari cittadini, per recuperare i soldi di quanti non hanno corrisposto l'affitto o eventuali spese. Il Comune di Vigevano, infatti, fino all'anno scorso ha gestito in prima persona gli alloggi Erp (edilizia residenziale pubblica), che sono poi passati all'Aler. L'intenzione, però,sembrerebbe essere quella di riprendersi in carico gli alloggi in questione. Andrea Ballone