«Erano inseparabili, siamo sconcertati»

LANDRIANO Verità e giustizia. Le chiedono i familiari e le chiede Landriano, paese di poco più di 6mila abitanti che deve fare i conti con un dramma capitato a quelli che per molti di loro erano gli amici di sempre. Tiziana e Marco, insieme dai tempi dell'oratorio. «Frequentavano il grest», dice uno degli animatori di allora. Poi aggiunge: «Non riesco a pensare a uno di loro due senza l'altro». A Landriano si scava tra i ricordi. Graziella Bernardini, ora consigliere comunale di minoranza, era direttrice didattica alla scuola elementare proprio quando la frequentava Marco Malabarba. «Era amico di mio figlio – racconta il consigliere –, andavano a giocare a calcetto, mi ricordo di lui, anche se è passato tanto tempo. Conosco bene il fratello di Tiziana, Damiano Rizzi, presidente di una ong, Soleterre, si occupa di oncologia pediatrica. L'avevo sentito proprio qualche giorno fa, è una persona molto sensibile, come anche tutta la famiglia. Non si capisce come sia potuto accadere un fatto simile». Interrogativi che pretendono risposte, che chiedono di scavare dentro all'intimità di una famiglia apparentemente felice. Attriti, frizioni che ogni volta si superavano. «I parenti non riescono a farsene una ragione», dice il parroco di Landriano, don Armando Curti, che l'altra sera ha fatto visita ai genitori di Tiziana e di Marco. «Tra le due famiglie non ho avvertito sentimenti di rancore», fa sapere il parroco. Le famiglie sono accomunati dalla disperazione. E dalla ricerca della verità. Perché sapevano di quei litigi. «Come tanti altri genitori – spiega don Armando –, cercavano di sostenere i ragazzi, di aiutarli a superare incomprensioni, stavano loro vicini, li invitavano a pranzo, erano sempre disponibili, si prendevano cura del nipotino». Il piccolo Filippo, 2 anni e mezzo, l'altra sera era ancora a casa dei nonni paterni in via Matteotti, giocava con la zia, sguazzava nella piccola piscina allestita per lui, cercava la mamma. Gli assistenti sociali stanno portando avanti le pratiche per darlo in affido ad alcuni parenti. Per questa sera il parroco sta organizzando una veglia di preghiera rivolta a tutta la comunità. Stefania Prato