Nati fuori dal matrimonio Niente più discriminazioni

di Cinzia Lucchelli wROMA Mai più figli naturali o legittimi. Solo figli. La legge italiana fa un altro passo per eliminare ogni discriminazione rimasta nel nostro ordinamento tra i figli nati nel matrimonio e quelli nati fuori. Perché giuridicamente siano uguali. La legge di equiparazione esiste già, è la numero 219 del 10 dicembre 2012. Ora c'è anche lo schema di un decreto legislativo, all'approvazione del Consiglio dei ministri, che reca modifiche al codice civile, di procedura penale e civile e alle leggi speciali in materia di filiazione. Il principio base è quello dell'unicità dello stato di figlio, anche adottivo. Insomma, tutti i figli sono uguali. Il cambiamento nelle norme parte dai termini usati e infatti verranno eliminati tutti i riferimenti presenti ai figli "legittimi" e a quelli "naturali" per essere sostituiti con quello di "figli". Le conseguenze a livello di successione saranno che chi è nato fuori dal matrimonio avrà legami successori nei confronti di tutti i parenti e non solo dei genitori. Secondo l'opinione prevalente, il figlio riconosciuto fino ad ora aveva un legame di parentela solo con il genitore che lo aveva riconosciuto e non con altri parenti. Eventuali nonni o zii non erano tali da un punto di vista giuridico. «Sempre secondo l'opinione prevalente, - spiega Paola Pellegrino avvocato esperta di diritto di famiglia e dei minori - questo significava, ad esempio, che nel caso di morte di entrambi i genitori poteva verificarsi che venisse aperta una procedura per abbandono di minore e questo perché lo prevede la legge sull'adozione. Ora invece se si riconosce il legame di parentela del figlio nato fuori dal matrimonio questo non può verificarsi, se esistono parenti entro il quarto grado in grado di occuparsene». Ancora, viene soppresso il diritto di commutazione. Fino ad ora i figli legittimi potevano soddisfare in denaro o in beni immobili ereditari la porzione spettante ai figli naturali che non vi si opponevano. «Ora non c'è più questa facoltà - dice Paola Pellegrino-: tutti entrano nella successione alla stessa maniera». Non solo. La nozione di potestà genitoriale viene sostituita con quella di responsabilità genitoriale. Ciò si traduce in modifiche alle disposizioni di diritto internazionale privato, in modo che possano essere applicate le norme per attuare il principio dell'unicità dello stato di figlio. «Il cambiamento è soprattutto culturale - spiega Paola Pellegrino -. Si dà più rilievo alla responsabilità di un genitore nei confronti del figlio piuttosto che al potere insito nella parola potestà». ©RIPRODUZIONE RISERVATA