4 luglio '99, tutto cambiò di colpo
VIGEVANO Il miracolo per intercessione, riconosciuto in questi giorni dalla Chiesa, riguarda un bimbo che viveva fino a qualche anno fa a Cilavegna e oggi a Vigevano, con i suoi genitori. Secondo la documentazione che fonda il processo di canonizzazione, nei primi due mesi di vita il bambino prese senza problemi il latte materno, poi dovette passare al latte artificiale. Comparvero i primi problemi di salute legati a una grave intolleranza alimentare, non solo al latte, con disturbi digestivi e dermatologici, insonnia e agitazione. Le crisi divennero sempre più gravi e richiesero vari ricoveri urgenti all'ospedale di Vigevano. Il bambino cominciò a mangiare sempre meno fino ad arrivare a un completo digiuno di tre giorni. I genitori corsero in ospedale con il bimbo, che fu alimentato con le flebo, e i medici li avvertirono che la situazione rischiava di precipitare in modo irreparabile. In quei giorni la mamma del bambino sentì parlare in televisione di Madre Speranza e dell'acqua di Collevalenza. La suocera la informò che il fratello sacerdote era in quel periodo a Collevalenza per gli esercizi spirituali. Il prete, avvertito delle condizioni del piccolo, andò a pregare sulla tomba di Madre Speranza, chiedendole di «adottare il bambino». Rientrò a Vigevano con l'acqua del Santuario che la mamma fece bere al figlio. Nella narrazione, tra i documenti, si dice che la mamma, nel giugno 1999, portò il bambino al parco giochi di Cilavegna e lì incontrò un personaggio sconosciuto, il quale, dopo averle posto qualche domanda sul bimbo, le disse che il figlio aveva trovato «la sua nuova mamma» e di festeggiare serenamente il primo compleanno del bambino guarito. Il miracolo, secondo le testimonianze, risale al 4 luglio 1999: durante la festa di compleanno il bambino si nutrì degli alimenti che fino a pochi giorni prima gli erano vietati e da lì in poi la sua vita cambiò. Per i periti della Congregazione delle cause dei santi è «una guarigione molto rapida, completa e duratura da intolleranza alimentare multipla alle proteine, non spiegabile». Partì in seguito un'inchiesta diocesana a Vigevano che diede il via al processo di canonizzazione nel 2001. Il caso si fermò nel 2004: la Consulta medica disse che si trattava di un'intolleranza alimentare guarita in modo spiegabile scientificamente. Ma nel 2007, arrivò il parere di altri specialisti in materia che sottolinearono il carattere improvviso della guarigione. Nel 2010, un perito d'ufficio riprese in mano le carte e rimise in moto il processo. La decisione ufficiale dei cardinali e vescovi è arrivata il 18 giugno 2013. Fino alla proclamazione della beatificazione di Madre Speranza da parte del Papa, venerdì scorso.(d.a.)