«I nostri figli sono come gli altri»

PAVIA «I nostri figli sono come quelli di tutti». Silvia Togneri, è la mamma di Elena, felice delle scelte della figlia, della sua compagna, della sua vita. Ma con il desiderio di poter avere per lei gli stessi sogni e progetti degli altri genitori. E' questo il significato del suo sì ai matrimoni gay. Silvia Togneri fa parte dell'Agedo, l'associazione genitori, parenti, amici di omosessuali. Che a Pavia ancora non ha una sede, ma si appoggia ad ArciGay. «Stiamo lavorando da qualche mese per aprire uno sportello per i genitori che non accettano l'omosessualità dei propri figli – spiega Silvia Togneri – . Parlare con un genitori che ha esperienza può aiutare». Il dibattito sulle nozze gay è arrivato, sul nostro sito, a coinvolgere quasi 3mila persone. Il dato di ieri sera (2972 votanti) vedeva il nostro sondaggio con un leggero vantaggio per il «no» con il 51 per cento dei voti. «Io sono stata una di quelle mamme che ha capito prima ancora della figlia la sua omosessualità – spiega Silvia Togneri – avevo qualche dubbio quando aveva tre anni, poi le conferme sono arrivate verso i tredici. E mia figlia lo ha capito intorno ai dodici tredici anni». Sul suo «sì» alle nozze gay non ha dubbi, è un desiderio per la vita della figlia. «Vorrei vederla sposarsi, vorrei riuscire ad accompagnarla se non all'altare almeno alla porta del municipio», spiega la mamma di Elena. «A me sembra una conseguenza di un rapporto di affetto, è una dichiarazione del proprio amore davanti a una istituzione, davanti al sindaco o a chi per lui – spiega Eugenia Campione, mamma di Nicola che è nel direttivo di ArciGay Pavia – mi chiedo perché non anche loro? Non c'è nessuna differenza. Il matrimonio tutelerebbe le coppie omosessuali anche a livello legale. Oggi una coppia omosessuale che si ama non è tutela». @mariannabruschi ©RIPRODUZIONE RISERVATA