Settore edilizia, ancora crisi In provincia perse 185 aziende

di Marianna Bruschi wPAVIA Superata la metà del 2013 i numeri delle chiusure non danno speranze al settore dell'edilizia. Sono 142mila le imprese di costruzioni lombarde, 2584 in meno in un anno. La provincia di Pavia ne ha perse 185. Perde in percentuale il 2,1 per cento, più del valore regionale (meno 1,8 per cento). Quella di Milano ne 474 in meno, un calo nell'ultimo anno. Quello delle costruzioni è un settore che conta oltre 400mila addetti in regione, di cui 147mila a Milano. Tra i settori che perdono più imprese: lavori di completamento e finitura di edifici (meno 616 in Lombardia), costruzione (meno 597), tinteggiatura e posa dei vetri (meno 246). Sono i dati elaborati dalla Camera di commercio di Milano, numeri che si basano sul registro imprese al primo trimestre del 2013. In Lombardia, le province che perdono di più per numero di imprese in un anno sono Milano (meno 474), Bergamo (meno 398) e Brescia (meno 322). In percentuale calano di più Cremona (meno 3,3 per cento in un anno), Lodi (meno 2,7 per cento), Como (meno 2,6 per cento). La provincia di Pavia ha perso 185 imprese (meno 2,1 per cento in un anno). La provincia che perde meno imprese nel settore, in percentuale, è Milano (meno 1,2 per cento). Sono pochissimi i settori all'interno del mondo dell'edilizia con il segno «più». Il saldo è positivo solo per 10 dei 31 rami in cui si suddivide il settore. Di queste dieci la metà sono semplicemente in parti. Sono cresciute invece - dato regionale - le aziende che si occupano di costruzione di opere per l'energia elettrica e le telecomunicazioni (più 4,7 per cento), costruzione di opere idrauliche (più 2,3 per cento), ingegneria civile (più 6 per cento). Cresce il lavoro anche per chi si occupa della preparazione dei cantieri edili: più 2,6 per cento (con un saldo positivo di 13 unità delle imprese attive nel confronto 2012-2013), e si registra un più 17,6 per cento (che corrisponde a tre aziende) per il settore dei lavori specializzati. @mariannabruschi ©RIPRODUZIONE RISERVATA