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di Gabriele Conta wPAVIA Volano ogni giorno verso l'estero, passando da money trasfer e uffici postali. Sono i soldi che gli stranieri residenti in provincia di Pavia mandano nei loro paesi d'origine. Una cifra che nel 2012 ha superato i 30 milioni di euro, con Romania, Marocco e Cina a dividersi il podio delle nazioni verso cui vengono inviati più soldi. Una cifra che però, per colpa della crisi economica, è diminuita di oltre milioni rispetto al record del 2011, ma che per certi paesi non conosce battute d'arresto. Il boom della Cina. Confrontando i dati della Banca d'Italia, infatti, si vede quanto siano aumentate le rimesse (questo il termine tecnico con cui si indicano i soldi inviati all'estero, ndr) dei cittadini cinesi che vivono in provincia di Pavia. Tra il 2011 e il 2012 i soldi inviati in Cina sono aumentati del 15% circa, arrivando per la prima volta a superare i due milioni di euro spediti in un anno da Pavia, Vigevano e Vogher verso Shanghai e Pechino. Un dato in controtendenza rispetto a quasi tutti gli altri, e che impressiona ancora di più se si confrontano i numeri registrati nel 2005 con quelli dell'anno scorso: in sette anni i soldi spediti in Cina sono aumentati del 732%. Cresce anche l'America Latina. Sempre confrontando i dati del 2005 con quelli dell'anno scorso, si vede come siano aumentati vertiginosamente anche i denari inviati in America Latina, in particolare verso Repubblica Dominicana (+404%) Perù (+277%) ed Ecuador (+114%). «Oltre al settore delle spedizioni e delle logistiche, dove spesso lavorano gli uomini – spiegano gli esperti – le donne di origine sudamericana sono molto richieste come badanti». Un campo dove sono tradizionalmente più forti i paesi dell'Est, come si vede anche dai soldi inviati verso l'Ucraina, che in sette anni sono aumentati del 149%. Il calo degli altri paesi. Dati negativi invece si registrano nelle altre nazioni che formano la "top ten" dei soldi inviati verso l'estero. Le rimesse in Romania, ad esempio, nel 2011 avevano sfiorato quasi gli otto milioni di euro, ma nel 2012 sono calati del 13%. E nemmeno il Marocco è stato risparmiato dalla crisi, facendo segnare un -18% durante l'anno scorso. Numeri che fanno riflettere. «Proprio l'altro giorno parlavo con un immigrato di origine marocchina, che lavora come ambulante e che ha appena deciso di tornare in patria», spiega Carlo Bottarelli, che fa parte del consiglio direttivo del consorzio "Pavia Export", un'associazione promossa nel 1974 dalla Camera di commercio e dalla Unione degli industriali di Pavia che promuove l'internazionalizzazione delle aziende associate. Meno posti di lavoro. Meno rimesse verso l'estero, spiega infatti Bottarelli, significa anche aziende che chiudono i battenti e lavoratori che lasciano il pavese. «Abbiamo seguito un paio di esperienze di imprenditori stranieri che si sono stabilizzati in Provincia di Pavia, impiantando aziende con oltre 10 dipendenti – dice ancora Bottarelli – ma se ne avessimo avuto 200 sarebbe stato meglio». Perché in molti casi i lavoratori stranieri iniziano come dipendenti per poi mettersi in proprio dopo qualche anno. «Esportano soprattutto verso i paesi di Origine – dice ancora l'esperto di Pavia Export – appoggiandosi spesso a parenti e amici». @GabrieleConta ©RIPRODUZIONE RISERVATA