Caccia ai fantasmi del castello di Pieve del Cairo
PIEVE DEL CAIRO Nello scalone del castello Beccaria alberga una presenza femminile, mentre nella zona del pozzo è stato "fotografato" il volto di un bambino grazie a una sofisticata termocamera. E' il bilancio dell'attività svolta l'altra sera dal "Ghost hunters team" (Ght), gli "acchiappafantasmi" collaboratori del programma "Mistero" di Italia 1 (nella foto). La sala dei ricevimenti era stracolma di persone di ogni età, venuti ad ascoltare le indagini svolte a maggio da Mirko Barbaglia, fondatore del Ght, ma soprattutto per assistere in diretta alla "cattura" di un fantasma. I ragazzi, dopo la presentazione di Barbaglia, Omero Pesenti e Gianpaolo Saccomano, autori del "Manuale del cacciatore di fantasmi", e l'ingresso dei figuranti in abiti rinascimentali, sono partiti alla ricerca di eventuali fenomeni paranormali. Il pubblico ha partecipato in diretta alle operazioni attraverso una serie di videocamere agli infrarossi sparse per il castello. In particolare, un rilevatore di campi elettromagnetici a bassa frequenza K2 ha avvertito la presenza di una donna. Alla domanda del "cacciatore di fantasmi" «Sei una femmina?», le spie del rilevatore hanno raggiunto il picco, cioè risposta affermativa. In un'altra zona del castello un secondo "acchiappafantasmi" ha fermato con la termocamera il volto di un bambino: il colore viola indicava la temperatura più bassa rispetto all'ambiente circostante, fra il giallo acceso e il rosso. Silvia Pandiani è appassionata di storia locale: «In effetti, le leggende parlano di bambini uccisi e gettati nel pozzo. Più vicino a noi, gli ex partigiani Antonio De Filippi, nome di battaglia "Non ti scordar di me", e il fratello Enrico "Pietro" hanno confermato che alcune sale del castello furono utilizzate dalle Ss come luoghi di tortura». Umberto De Agostino