Onoranze funebri Asm non vende più «Serve ai cittadini»

Parentopoli in Asm? Assunzioni fatte in passato con l'intervento di amici e famigliari? L'invito del sindaco Andrea Sala alla minoranza a chiedere che si crei una commissione d'indagine sulle assunzioni in Asm non piace per niente al sindacato. Gilberto Creston (Cgil-Funzione pubblica) dice: «Le dichiarazioni che sono arrivate fatte da più parti su questa vicenda non hanno fatto piacere a chi lavora nell'azienda, serve più rispetto nei loro confronti. Non ci sono ragioni per non arrabbiarsi di fronte a queste affermazioni e, tra l'altro, parliamo di un'azienda che opera sul mercato e ha meccanismi di assunzione che, per un certo periodo di tempo, sono stati tipici del privato. Ma per quel che mi risulta oggi non ci sono ragioni per pensare che ci siano parentopoli o selezioni di personale che non rispettano le regole». (d.a.) di Denis Artioli wVIGEVANO C'è preoccupazione per il futuro dei sette dipendenti del servizio di onoranze funebri di Asm Vigevano e Lomellina. La Lega Nord, nell'ultimo consiglio comunale, ha approvato (sola contro tutti gli altri partiti) gli indirizzi gestionali per consentire ad Asm di procedere alla vendita del ramo di azienda del trasporto e onoranze funebri (Tof). Una decisione che aveva scatenato un'ondata di polemiche contro il sindaco e la Lega Nord, in particolare da parte di Civiltà Vigevanese che, tramite Carlo Pizzi, aveva accusato la giunta «di non perdere occasione per disfare questa azienda che è stata sempre un fiore all'occhiello della città». Ora la Cgil-Funzione pubblica ha chiesto un incontro ai vertici di Asm, che potrebbe tenersi in settimana «per conoscere i motivi che hanno spinto Asm e il Comune a decidere praticamente una dismissione del servizio di onoranze funebri» spiega Gilberto Creston, della segreteria provinciale Cgil. L'assessore alle società partecipate, Luigi Baroni, assicurando che il personale sarà tutelato, aveva affermato in Consiglio che Asm «deve» dismettere attività di carattere commerciale, come le onoranze. «Ma le aziende come Asm non sono affatto obbligate ad arrivare alle dismissioni di rami d'azienda – sostiene Creston –. Possono anche decidere la trasformazione societaria del ramo d'azienda, aprendo a un socio privato per costituire una nuova società, controllata dal pubblico». Una possibilità che era stata segnalata in Consiglio anche da Silvano Migliavacca (Civiltà vigevanese) il quale aveva chiesto alla maggioranza di ritirare il punto all'ordine del giorno per valutare le strade alternative alla vendita. Ma la Lega aveva voluto votare ugualmente il provvedimento quella sera. Anche se, stando ad alcune indiscrezioni che circolano in questi giorni in municipio, sarebbe in atto un ripensamento maturato proprio a partire dalla serata del consiglio comunale e sollecitato anche da una parte dei consiglieri leghisti. «Il problema – sottolinea Creston – è che, evidentemente, qualcuno vede come fumo negli occhi queste società che operano nel pubblico in settori molto redditizi e la cui presenza è fondamentale per tenere calmierati i prezzi sul mercato. Basti vedere cosa succede nei Comuni in cui non esiste un servizio pubblico di trasporto e onoranze funebri: i prezzi sono elevatissimi. E chi ha un lutto si trova in una condizione psicologica particolare, non sta a valutare se quanto gli viene chiesto è tanto o poco. Non vedo alcuna ragione, però, perché il pubblico debba cedere un'attività che realizza utili. Io ho molto apprezzato l'impegno del sindaco Sala per dare un futuro ad Asm Isa (la società per la raccolta rifiuti, ndr), ma non vedo lo stesso atteggiamento da parte della stessa amministrazione comunale per il servizio di onoranze funebri». ©RIPRODUZIONE RISERVATA