Rcs, chiuso l'aumento di capitale

di Andrea Di Stefano wMILANO Battaglia senza quartiere per il controllo del Corriere della Sera. Neppure l'aumento di capitale da 400 milioni di euro, per coprire una parte delle perdite per oltre 800 milioni, ha spaventato i principali protagonisti della contesa che ufficialmente sono il gruppo Fiat e Diego Della Valle, il patron delle Tod's, ma che è destinata a riservare molte sorprese nelle prossime settimane. Ieri il titolo Rcs ha chiuso la seduta di Borsa in calo dell'1,28% a 1,23 euro ma con un volume di scambi senza precedenti pari al 24% del capitale votante attuale: solo nella seduta di Borsa di ieri sono state trattate 26,4 milioni di azioni in concomitanza con la scadenza per l'esercizio dei diritti di opzione che permettevano di sottoscrivere l'aumento di capitale al prezzo unitario di 1,235 euro. L'aumento di capitale sarebbe stato sottoscritto all'85% e i diritti di opzione per il 15% restante saranno offerti in asta in Borsa a partire da mercoledì per cinque sedute che si preannunciano al calor bianco. Tra i principali soci anche Intesa Sanpaolo ha annunciato di aver sottoscritto interamente la propria quota che permetterà all'istituto guidato da Enrico Cucchiani di detenere il 5,1% posizionandosi dietro Fiat, il gruppo Rotelli, Della Valle e Pirelli. Cucchiani ieri ha tenuto a precisare di non essere «il ventriloquo di Della Valle» e che le decisioni sul patto Rcs saranno prese «con buon senso e sulla base di elementi di carattere oggettivo». Il primo cda dopo la tormentata fase dell'aumento di capitale è già stato convocato per l'11 luglio quando sarà chiarito anche l'esito dell'inoptato, cioè delle opzioni non sottoscritte dai soci attuali di Rcs. Diego Della Valle ieri con una nota ha annunciato di aver sottoscritto tutti i diritti portando la sua quota all'8,81%. L'imprenditore marchigiano, che ha votato contro l'aumento di capitale e ha contestato le scelte degli azionisti forti, ha annunciato di voler contrastare la mossa a sorpresa della famiglia Agnelli, che ha rastrellato opzioni per oltre 100 milioni di euro portando la quota della Fiat in Rcs oltre il 20%. All'origine della battaglia sicuramente l'annuncio che l'attuale patto di sindacato, che controlla il 59,81% (con Mediobanca al 13%, Fiat al 10%, Italmobiliare al 7,84%, Fonsai, Intesa, Pirelli tutti intorno al 5%) è destinato a sciogliersi soprattutto dopo l'annuncio che l'istituto di via Filodrammatici intende cedere tutta la propria partecipazione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA