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di Mariaelena Finessi wCITTA' DEL VATICANO Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, Pontefici tra i più amati dalle folle, saranno santi. Molto probabilmente già entro il 2013. Il primo ha guidato la Chiesa cattolica dal 1958 al 1963, mentre il secondo è assiso al soglio di Pietro nel 1978 per rimanervi fino al 2005, guidando uno dei pontificati più lunghi della storia. A firmare ieri il decreto della loro canonizzazione è stato papa Francesco, ricevendo in udienza privata il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei santi. Due canonizzazioni a loro modo «insolite», nei modi e nei tempi. Quella di Roncalli è stata infatti decisa autonomamente da Bergoglio, non essendo stato ancora riconosciuto al Papa lombardo un secondo miracolo, come invece prevederebbe la procedura. Campane a festa a Sotto il Monte, paese natio del futuro papa Giovanni XXIII, all'annuncio che il bergamasco Angelo Roncalli sarà santo. Quanto alla canonizzazione di Wojtyla, il Papa polacco taglia un altro traguardo. A sei anni dalla sua scomparsa è arrivata la beatificazione e, ieri, già l'annuncio dell'imminente santificazione. Un record, o quasi, visto che solo per sant'Antonio da Padova, morto il 13 giugno 1231, si è agito con più fretta: la solenne cerimonia avvenne già l'anno dopo, nel giorno di Pentecoste, nella cattedrale di Spoleto alla presenza di papa Gregorio IX. Se per il «Papa buono» il miracolo non è stato dunque confermato, per il «santo subito» il miracolo attribuitogli sarebbe avvenuto la sera del primo maggio 2011, quando Giovanni Paolo II fu proclamato Beato. Proprio quel giorno, infatti, Floribeth Mora Diaz, una donna del Costa Rica colpita da un ictus cerebrale emorragico, lo pregò e fu guarita. Una guarigione prodigiosa, passata al vaglio di una consulta medica, che ne ha certificato l'inspiegabilità scientifica, e della commissione dei teologi della Congregazione. Quanto alla data, cardinali e vescovi hanno proposto una celebrazione a conclusione dell'anno della Fede. Una scelta che scontenterebbe però i polacchi, che vorrebbero celebrare Wojtyla santo in coincidenza con la festa liturgica del 22 ottobre. «Ma lasciamo questa decisione a papa Francesco», ha detto il cardinale di Cracovia e storico segretario di Wojtyla, Stanislao Dziwisz. La data che in queste ore circola con insistenza – sebbene non confermata – è però quella dell'8 dicembre, giorno dell'Immacolata: ricorrenza cara ad entrambi i defunti Pontefici. Basti ricordare che Totus Tuus è stato il motto apostolico di Giovanni Paolo II, quel «tutto tuo» che esprime la sua forte devozione mariana, la stessa di Giovanni XXIII che nel 1958 per primo si recò in piazza di Spagna a deporre personalmente, ai piedi della Vergine Maria, un cesto di rose bianche, consuetudine continuata anche dai Papi successivi. Non sembrano essere dunque delle mere coincidenze: nella decisione di papa Francesco, che all'ultimo momento avrebbe chiesto di inserire il nome di Roncalli tra quelli sui quali decidere per la canonizzazione, si può cogliere un filo rosso. Wojtyla, ancora vescovo, partecipò infatti al Concilio Vaticano II, indetto proprio da Roncalli nel 1962 con l'intento, sebbene da «Papa di transizione», di rivoluzionare la Chiesa. Prezioso fu il contributo di Karol alla elaborazione della costituzione Gaudium et Spes, nella quale traspare l'attenzione di Wojtyla per l'uomo, ciascun uomo, e che è stata poi la sua cifra pastorale. La stessa che si coglie ora in Francesco, il Papa venuto «dalla fine del mondo» per portare a compimento quel processo di pulizia negli ambienti ecclesiastici avviato da Ratzinger e per rimettere al centro della fede non i regnanti ma il popolo dei cristiani, uomini e donne che vivono una fede senza orpelli. ©RIPRODUZIONE RISERVATA