Giussago, con la Tares rincari del 900 per cento

di Giovanni Scarpa wGIUSSAGO Tares, in arrivo rincari fino al 900 per cento. Nel mirino della nuova tassa sui rifiuti, che si pagherà da dicembre, ci saranno soprattutto i commercianti. Ma anche i nuclei familiari più numerosi che abitano – paradossalmente – in abitazioni più piccole. «Ancora una volta ci andranno di mezzo le persone più povere, perchè solo chi ha pochi mezzi vive in una casa piccola con più persone» dice il sindaco di Giussago, Massimiliano Sacchi. Le proiezioni fatte dal Comune per il ricalcolo dell'ex Tarsu ha lasciato sbigottiti gli stessi uffici. Prendiamo la situazione più paradossale, quella appunto citata dal sindaco: monolocale di 60 metri quadrati abitato da 6 persone. Il rincaro previsto in questo caso per la tassa sui rifiuti è dell'894 per cento. Chi invece vive, da solo, in una villetta di 150 metri quadrati, avrà da pagare il 49 per cento di più rispetto al 2012. «Effetti collaterali della tassa introdotta da Monti, che da buon economista non ha pensato affatto a questi effetti paradossali della Tares – aggiunge Sacchi –. L'unico obiettivo era pareggio di bilancio e deficit». Su questa nuova tassa, infatti, vanno calcolati 0,30 centesimi a metro quadrato in più che andranno appunto allo Stato. «Il cambiamento sta anche nel fatto che con questa nuova tariffa si dovranno pagare tutti i servizi legati al ciclo dei rifiuti. Non solo. Chi, come Giussago, ha sempre applicato la tariffa minima con la Tarsu, è costretto a portare al massimo la tassa con l'introduzione della Tares. A questo aggiungiamo il taglio dei trasferimenti passati da 728 mila euro del 2010 a 311 mila del 2013». Sacchi prevede un inverno non caldo, ma bollente perchè molti Comuni, soprattutto chi aveva una Tarsu contenuta, si troverà nelle stesse condizioni di Giussago. Quindi l'amministrazione corre già ai ripari: «Metteremo in bilancio 50 mila euro da destinare alle persone che si troveranno inevitabilmente in grosse difficoltà». Di sicuro fino a dieci volte tanto rispetto a prima pagheranno i commercianti. «I negozi di vicinato sono già in via di estinzione –dice Giovanni Sacchi, titolare della storica trattoria in via Roma –. Anzichè aiutarci, ci uccidono definitivamente. Lo Stato e i Comuni hanno bisogno di soldi? Noi no, invece... Per orgoglio noi andiamo avanti e chiuderemo solo quando non ce ne sarà più». Giuseppe Albertelli, titolare della panetteria, scuote la testa: «Spero che abbiano sbagliato i conti. Ma se così fosse, allora davvero per ci costringeranno a tirare giù la saracinesca. Io fino ad ora ho pagato 160 euro all'anno di tassa sui rifiuti. Dieci volte tanto vuol dire 1600 euro. Non ci lasciano scelta...»