Grancasa, 25 lavoratori a rischio

di Anna Ghezzi wPAVIA Venticinque esuberi a Grancasa. Venticinque lavoratori che tornano a temere per il loro futuro a cinque anni dall'estate in cui con l'incubo della chiusura di Casamercato si erano ritrovati senza stipendio e con poche prospettive. La crisi bussa ancora alle porte del grande magazzino della casa sulla statale dei Giovi, a Cava Manara: la cassa integrazione in deroga chiesta all'inizio dell'anno a rotazione per i 52 dipendenti è scaduta il 30 giugno scorso. Il 18 giugno l'azienda ha inviato ai sindacati la lettera per l'apertura della procedura di mobilità per 25 lavoratori e dopo un primo incontro nelle scorse settimane, lunedì Gildo Comerci del Fisascat Cisl, Lorena Bini del Filcams Cgil e Domenico Ciccone del Uiltucs incontreranno l'azienda. Grancasa, di proprietà dei fratelli Morosi, era arrivata a Cava Manara dopo la chiusura di Casamercato avvenuta nel luglio 2008, con i 75 dipendenti rimasti a casa. Dopo una trattativa serrata e una gara deserta, Grancasa aveva acquistito nell'ottobre 2009, tramite un accordo di cessione di ramo d'azienda, il grande magazzino di Cava Manara e il gemello di Alseno, in provincia di Piacenza, che ha chiuso il primo maggio scorso. Poi i ritardi nel passaggio di proprietà e i disagi per i lavoratori, rimasti per mesi senza cassa integrazione. I dipendenti erano 62 nel 2008, ora sono 37 a tempo pieno e 16 part time: «L'azienda ci ha spiegato che si tratta di una scelta dovuta al calo di fatturato–spiega Gildo Comerci, Cisl – noi puntiamo a chiedere la cassa in deroga a o al contratto di solidarietà per salvare tutti e trovare una soluzione».