Al Centro sociale un brindisi alla memoria del cavalier Moro
MEZZANINO Luogo di ritrovo, il Centro Sociale di Mezzanino è intitolato al Cavalier professor Giovanni Moro. «Abbiamo fatto delle ricerche – spiega il presidente Fausto Gandini – Moro era un letterato, uno studioso che nei primi del Novecento arrivò ad insegnare all'Università di Roma. Era nato a Mezzanino e siamo orgogliosi che il Centro sia dedicato a lui». Sono 315 i soci che fanno parte del Centro Sociale, che ha come presidente Fausto Gandini e vice presidente Anna Bertola, segretaria Nicoletta Boiocchi, tesoriere Gianfranco Faravelli, mentre il consiglio è composto da Demis Bernuzzi, Ombretta Teresini, Ilaria Bernini, Alberto Mazza, Anna Berti, Alessia Montagna, Giuseppe Scovenna, Luigi Negroni e Luigi Ballabene. Il Centro osserva turni particolari, anche perché quelli che vi lavorano sono tutti volontari: apre al mattino alle 8 e chiude a mezzogiorno, per riaprire alle 12.30 e chiudere alle 14, quindi riapre alle 15 e rimane aperto sino alle 19, mentre la sera apre dalle ore 20 alle 23. «Il nostro punto di forza è il caffè – spiega Gandini – quello va tutto l'anno, mentre d'estate anche i gelati fanno la loro parte. Aperitivi? Solo sabato e domenica a pranzo, ma sono particolari, perché noi cerchiamo dei buoni salami e accompagnati da bianchi freschi e anche qualche buon vino rosso li offriamo come aperitivi. Estemporaneamente capita che anche durante la settimana li prepariamo, ma solo perché qualche socio decide di portarli, salame, coppa, pancetta o prosciutto crudo». Cene, se non fra amici, il Centro Sociale di Mezzanino non ne organizza. «Solo durante la sagra del paese – continua Fausto Gandini – organizziamo salamelle e panini, accompagnati da tanta buona musica. In quel caso il centro è aperto a tutti. Per i bambini organizziamo una festa a Natale ed una per Halloween, mentre nella vicina lanca si allestiscono tornei di pesca sportiva». Il Centro Sociale organizza anche dei tornei di carte, quello di scopa è dedicato alla memoria del socio Federico Visentin. «Il gioco? E' stato divertente – chiude Gandini – un po' tutti i soci hanno partecipato portando i tagliandi. Vorrei anche ringraziare tutti coloro che ci hanno aiutato nella raccolta». (m. sco.)