La frutta dimenticata Eppure fa così bene...

di Cinzia Lucchelli «La frutta costa, le patatine meno; va sbucciata, si perde tempo. Bisognerebbe ripartire dai bambini, far conoscere e mangiare loro, a casa e a scuola, i prodotti della terra». È sconsolato Giacinto Miggiano, direttore del Centro di ricerche in nutrizione umana dell'Università Cattolica e dell'Unità operativa di dietetica del Policlinico Gemelli di Roma. Sì, c'è un problema della frutta, un tesoro della Natura che le nostre abitudini sbagliate stanno trascurando, a danno della nostra salute. La frutta è quasi scomparsa dalle carte dei ristoranti, limitata a qualche fettina di ananas a fine pasto o ridotta a ingrediente esotico nei piatti di grandi chef. La frutta, questa sconosciuta, con tutta la sua ricchezza di sapori, colori e profumi declinati per dodici mesi all'anno, pare bandita dalle nostre tavole. Eppure, soprattutto nei mesi caldi, dovrebbe avere un ruolo da protagonista, perché oltre che buona, è preziosa e insostituibile nella nostra alimentazione. Perché? «La causa va cercata anche nell'omologazione dei regimi alimentari – spiega Miggiano – si importano mode straniere a scapito della dieta mediterranea. Il modello americano ha sostituito la frutta a fine pasto con il dolce, aggiungendo zuccheri a zuccheri. Anche la vita in città, lontano dai luoghi di produzione, non aiuta. La frutta è un di più nella dieta quotidiana? «No, quando è fresca apporta dei nutrienti che altri alimenti, come ad esempio carne o cereali, non hanno». Quali sono i più preziosi? «Oltre a minerali e vitamine, ci sono i fitochimici, composti scoperti e rivalutati negli ultimi decenni. Non sono strettamente essenziali, ma sono utili, anche nella prevenzione, servono per vivere bene. Oltre alla fibra alimentare, ci sono agenti antiossidanti e i carotenoidi, gli elementi che danno il colore». I benefici in estate? «Nei mesi caldi la frutta apporta acqua e i minerali, come potassio e magnesio, che si perdono col sudore. In qualsiasi stagione poi è utile perché serbatoio di antiossidanti». Quale frutta fa bene e a chi ? «Dal punto di vista nutrizionale esistono frutti, in genere di colore giallo arancione, che apportano provitamina A o Beta Carotene e altri che apportano vitamina C, come agrumi e kiwi. Ne hanno bisogno soprattutto bambini e adolescenti perché sono soggetti a rischio di cattive abitudini alimentari e perché devono crescere. Anche gli anziani non mangiano frutta a sufficienza, per via del ridotto assorbimento legato all'età». Come convincere i bambini a mangiare la frutta? «Prima di tutto conta l'esempio, le abitudini della famiglia, e l'insegnamento della scuola. Va bene anche se manca la varietà, se mangiano un solo tipo di frutta. Per invogliarli si possono proporre macedonie, frullati o centrifughe». La giusta quantità da consumare in un giorno? «Si consigliano cinque porzioni tra frutta e verdura al giorno, in genere tre di frutta e due di verdura. La porzione, per un adulto, è di 150 grammi. Può essere costituita ad esempio da una mela, un'arancia, quattro nespole, sei, otto fragole o una banana. Per i bambini vale la stessa regola, certo però diminuisce la quantità della porzione». Quando nell'arco della giornata mangiare frutta? «Quando la si trova e quando si può. Ottima come spuntino a meta mattina e metà pomeriggio, non c'è motivo per eliminarla dal pasto. Dal punto di vista delle sostanze nutritive che apporta è comparabile alla verdura, con un po' di zuccheri in più, e dunque chi mangia verdura cruda potrebbe compensare e non mangiare frutta. In nessun caso comunque può sostituire primi o secondi piatti: una dieta solo a base di frutta e verdura non va bene». La frutta si sposa bene con tutti gli alimenti? «L'abbinamento con un primo piatto, per esempio pasta e frutta, o con il pane, è controproducente perché gli zuccheri della frutta si sommano a quelli già assunti e l'organismo non riesce poi a smaltirli del tutto». In che forma è meglio mangiarla? «È preferibile cruda in quanto si preservano alcune vitamine sensibili al calore (come la C e l'acido folico) che invece si perdono nella frutta cotta. Nell'acqua di cottura se ne vanno anche i minerali. Rimangono gli zuccheri, mentre la fibra alimentare viene frantumata e in questo modo dà meno fastidio nella digestione. Nel complesso la frutta, nella cottura, si impoverisce. La centrifugazione è un ottimo modo di "bere" frutta anche se manca la fibra». Quando la frutta va evitata? «Quando contiene sostanze verso le quali alcuni individui mostrano allergia o intolleranza. Le fragole, ad esempio. Le reazioni possono essere la sindrome orale allergica oppure l'orticaria o altre più rare. Alcuni frutti poi sono zuccherini come l'uva, i fichi, le banane, e andrebbero "graduati", non eliminati, per chi soffre di diabete, ipertrigliceridemia o obesità». ©RIPRODUZIONE RISERVATA