Corteolona, anche A2A congela l'inceneritore-bis
CORTEOLONA. La Regione approva la moratoria per i nuovi impianti di incenerimento e per l'ampliamento di quelli esistenti. La decisione del consiglio regionale, presa all'unanimità, riguarda anche il potenziamento del termovalorizzatore di Corteolona. Uno stop di sei mesi che congela il piano industriale presentato da "A2A Ambiente", nel 2009, a Regione, Provincia e Comuni e rimasto in attesa dell'approvazione regionale della Via, Valutazione di impatto ambientale. Nel frattempo si provvederà a delineare il nuovo piano regionale dei rifiuti. Ma da "A2A" c'è la convinzione che «l'inserimento di Corteolona nell'elenco sia frutto di una svista». Un errore, visto che, dicono dalla società, «la delibera regionale è orientata ad aumentare il livello di raccolta differenziata, diminuendo il prodotto da smaltire». «Nel Centro integrato – precisano – vengono conferiti solo rifiuti speciali, già trattati dopo la raccolta differenziata. Non si tratta di rifiuti urbani normali, ma che derivano da una post raccolta». «Prendiamo atto e vedremo quali saranno le indicazioni della giunta regionale a cui tocca rivedere la politica della gestione dei rifiuti in tutta la Lombardia, decisioni a cui ci adegueremo – sottolinea il sindaco di Corteolona Angelo Dossena –. La procedura era stata espletata e la società stava aspettando il parere della Regione». "A2A" aveva chiesto nell'aprile del 2012 di far ripartire l'iter autorizzativo per l'ampliamento del termovalorizzatore del Centro integrato di località Manzola Fornace dopo che il progetto era rimasto nel cassetto per oltre un anno per la sospensione chiesta proprio dalla società. Ora, a sospendere la procedura è stato il consiglio regionale, «in attesa di redigere il piano rifiuti», fa sapere il consigliere regionale Pd Giuseppe Villani. Che precisa: «Corteolona dovrà rispondere delle nuove linee guida. La nostra provincia non ha bisogno di altri inceneritori ma di impegnarsi in una raccolta rifiuti spinta, riconvertendo impianti di incenerimento e discariche in impianti di riciclo e di produzione di biogas. L'obiettivo è quello di far diventare marginali le discariche e di dismettere gradualmente gli inceneritori». Per il consigliere bisogna puntare sul "modello Vedelago", modello che si vuole riproporre proprio nel pavese, a Santa Cristina. «Lo spirito del progetto è proprio quello di diminuire la frazione destinata al termovalorizzatore e alla discarica – spiega il sindaco Elio Grossi –. La situazione della nostra provincia vede l'urgenza di mettere sul mercato altri impianti, alternativi all'inceneritore, nel rispetto dell'ambiente e della salute, ma anche con lo scopo di un maggior risparmio economico». Stefania Prato