Tragedia sul Po «Cartelli di pericolo scritti in più lingue»

BREME Angela ed Antonella torneranno nella loro terra d'origine, l'Albania. Non ci sarà alcuna funzione funebre in Italia, il rito avverrà nel paese balcanico. Le due cuginette di 11 anni morte annegate nel Po domenica pomeriggio nel tratto di fiume che scorre nelle campagne di Breme partiranno alla volta dell'Albania nelle prossime ore. Tempo che venga effettuata all'ospedale di Casale Monferrato l'autopsia disposta dal tribunale della città piemontese, che è competente sul punto in cui è avvenuta la tragedia. L'esame autoptico servirà alla procura di Casale Monferrato per fare luce sull'accaduto. Intanto la tragica morte delle due cuginette di undici anni, Angela Muca ed Antonella Tuda, fa riaprire il dibattito sulla pericolosità dei fiumi. «Ci vorrebbero cartelli che indichino la pericolosità dei nostri fiumi - sottolinea il presidente della Provincia di Pavia Daniele Bosone -. Ogni anno i corsi d'acqua delle nostre terre strappano vite umane. Sono soprattutto stranieri a morire, probabilmente non conoscono la pericolosità dei nostri fiumi. Per questo i cartelli dovrebbero essere scritti in più lingue». Anche Angela (che abitava da pochi mesi con la famiglia a Breme in affitto nella casa di Fabrizio Borghesan, l'uomo che le ha accompagnate al fiume ed è anche datore di lavoro del padre) ed Antonella (che viveva a Cinisello Balsamo) sono state tradite dal fondo irregolare del fiume e da un mulinello d'acqua. Basti pensare che le bambine sono state ritrovate con addosso normali vestiti da tempo libero. Non avevano il costume, quindi un vero e proprio bagno nel fiume non era stato programmato. Sono andate in acqua fin dove toccavano, poi i pochi passi più in là verso il centro del fiume - dove c'è un avvallamento profondo circa 10 metri - sono costati loro la vita. «Ci vorrebbe una disposizione dagli enti superiori affinché tutti i comuni rivieraschi dei fiumi dispongano di cartelli che indicano la pericolosità dei corsi d'acqua - sottolinea il sindaco di Breme Franco Berzero - Questa tragedia ha spezzato tre famiglie: ho parlato con tutti e non c'è rancore. Angela era da poco a a Breme, ma si era integrata a meraviglia anche grazie ad un padre che per anni ha lavorato sodo. Quando andranno via da Casale ci sarò anch'io: voglio accompagnarle nell'ultimo viaggio». Sandro Barberis