Ior, continua l'opera di pulizia

di Paolo Sacredo wCITTA' DEL VATICANO Da quando papa Francesco si è insediato a casa Santa Marta, una delle sue prime preoccupazioni è stato come e in che tempi riformare lo Ior. Il Pontefice ha deciso di tirare una linea netta tra il passato e il presente. Tanto che la notizia secondo cui Paolo Cipriani, ex direttore della banca vaticana, e il suo vice Massimo Tulli, due fedelissimi del segretario di Stato cardinale Bertone, potrebbero finire sotto processo per aver violato le normative antiriciclaggio, è stata accolta senza troppa sorpresa in Vaticano. Si è infatti conclusa dopo tre anni l'inchiesta della procura di Roma sull'istituto del Vaticano per la movimentazione di 23 milioni di euro che sarebbe stata fatta senza rispettare del tutto le normative internazionali. La somma fu dapprima sequestrata dai magistrati romani e solo dopo alcuni mesi venne restituita. Potrebbe essere archiviata invece la posizione dell'ex presidente Ettore Gotti Tedeschi, costretto a dimettersi per insanabili dissidi con il board dell'istituto, ma anche, sembra, per divergenze con Bertone sulla strategia finanziaria dello Ior. Questa sarebbe una vittoria di Gotti Tedeschi sui vertici della curia romana e sul cda della banca, in cui gli americani dei Cavalieri di Colombo fanno sentire la loro influenza. Anche ieri, fonti vaticane hanno ribadito «la piena volontà di collaborare con la magistratura italiana». D'altronde non poteva essere altrimenti, visto che all'indagine sui 23 milioni depositati presso il Credito Artigiano si è aggiunto il caso di monsignor Scarano, che avrebbe utilizzato lo Ior per portare in Italia dalla Svizzera 20 milioni di euro. In mattinata si è parlato di un coinvolgimento della gendarmeria, ma il portavoce vaticano Lombardi ha ribadito «la correttezza» del Corpo di guardia. L'agente dei servizi Zito, inquisito assieme a Scarano, ha scelto di non rispondere alle domande dei giudici. Per il presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco, le dimissioni di Cipriani e Tulli sono «un episodio che si innesta in quella che è la volontà precisa del Papa, questo è un episodio concreto». Ma in questo momento il vero dominus dell'operazione trasparenza voluta dal Papa argentino è il cardinale Renato Farina, a capo della commissione istituita dal Pontefice e che nei fatti ha commissariato la banca d'Oltretevere. Il porporato ha condiviso tutti i passaggi che hanno caratterizzato la vita dello Ior da una settimana a questa parte, e in particolare modo la decisione di affiancare il presidente Von Freyberg da Rolando Marranci e Antonio Montaresi, tra i massimi esperti italiani di finanza internazionale. I due avranno il compito di scandagliare tutte le posizioni dello Ior, e, soprattutto, capire se ci sono state ulteriori violazioni alle norme antiriciclaggio. Non è nemmeno escluso che se lo screening in atto darà risultati apprezzabili, a Marranci e Montaresi sia affidato un incarico di vertice all'interno dello Ior. Insomma, il Vaticano cerca sempre più di guardare all'esterno, consapevole che i tempi sono cambiati, e che, anche dopo gli scandali legati alla pedofilia scoppiati negli Usa, bisogna cambiare registro. Ma di questo si occuperà il prossimo Segretario di Stato, che, secondo voci, potrebbe arrivare tra agosto e i primi di ottobre. ©RIPRODUZIONE RISERVATA