Snowden chiede asilo anche all'Italia
di Cinzia Lucchelli wROMA Nel giorno in cui si scopre che Edward Snowden, la "talpa" che ha svelato i segreti della sorveglianza elettronica degli Usa sui paesi alleati, ha chiesto asilo politico anche all'Italia, il Copasir fa sapere che non c'è stato alcun passaggio illegale di dati dal nostro Paese agli Stati Uniti. Il Datagate, sistema per gestire informazioni su cittadini statunitensi e di altri paesi, ha un suo capitolo tutto italiano. Anche il nostro paese figura infatti tra i 21, europei e non, a cui Snowden, ex analista della National Security Agency (Nsa) ha chiesto asilo politico, una volta naufragato il tentativo di riparare in Ecuador. La richiesta sarebbe arrivata via fax all'ambasciata italiana a Mosca. Proprio la procedura seguita per l'invio la renderebbe anomala: secondo una fonte della Farnesina il richiedente asilo dovrebbe trovarsi sul territorio del paese a cui si rivolge. E Snowden al momento è bloccato nel settore transiti dell'aeroporto internazionale di Sheremetyevo. Il governo italiano dovrebbe comunque pronunciarsi presto e decidere quale posizione tenere sul caso, ma intanto il presidente del Copasir, il senatore leghista Giacomo Stucchi, prevede che «difficilmente la domanda verrà accolta», mentre il Movimento Cinque Stelle annuncia una mozione al governo per aprire le porte a chi ha fatto scoppiare il Datagate. «L'Italia deve dare asilo politico a Edward Snowden», chiedono cinque deputati del movimento, secondo cui «la Rete non dovrebbe essere usata dai governi per controllare i propri cittadini e tantomeno essere sfruttata da un governo (Usa) per controllare la popolazione di mezzo mondo». Sempre il presidente del Copasir, dopo aver ascoltato il direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis), Giampiero Massolo, si dice «sereno». «Non c'è stato alcun passaggio illegale di dati dall'Italia agli Stati Uniti - fa sapere.- Tutto è avvenuto nel rispetto delle norme in vigore. Non c'è nessun grande fratello illegale». Ci tiene anche a precisare che l'accesso dei servizi alle banche dati degli operatori di telecomunicazione avviene «nel rispetto delle norme in vigore». Dopo che il ministro degli Esteri Emma Bonino, in un'intervista al Corriere della Sera, ha ribadito lo spirito di collaborazione tra Stati Uniti, Italia ed Europa (anche se «spiarsi non è carino»), tocca al presidente del Copasir cercare di ridimensionare la notizia riportata dal Guardian secondo cui agenti della Nsa avrebbero spiato, insieme alla sede della missione Ue a New York, e all'ambasciata Ue a Washington, anche 38 sedi diplomatiche straniere inclusa quella italiana. «Informazioni di portata inferiore rispetto a quanto uscito sui media» commenta. Come dire che si è trattato di una esagerazione della stampa. «Mi risulta difficile credere - aggiunge - che le nostre ambasciate siano spiate». E ripete ancora una volta, sulla base delle informazioni da lui possedute, di sentirsi «abbastanza tranquillo». L'antiterrorismo, ricorda, «è la mission fondamentale dell'intelligence e i cittadini possono sentirsi tranquilli per la qualità del servizio reso senza nessuna interferenza sulla vita privata di ognuno di noi». Interviene anche l'ex presidente del Copasir Massimo D'Alema: «Non mi sorprende che gli Usa usino lo spionaggio dove si tratta di difendere i propri interessi economici. Noi nella sicurezza siamo alleati; spero che anche l'Europa si protegga, perché anche l'Europa ha interessi economici». ©RIPRODUZIONE RISERVATA