Truffa alle mense, scatta il blitz

Appalti in cambio di posti di lavoro, cibi avariati a scuole, ospedali e istituti per anziani: sono numerose le irregolarità scoperte dai carabinieri che indagano sulla Puliedil, azienda napoletana attiva nel settore della ristorazione collettiva. Sei le misure cautelari notificate ieri tra arresti domiciliari, obbligo di dimora e sospensione dal pubblico ufficio. Una cinquantina in tutto gli indagati tra cui sindaci, ex sindaci, dirigenti di ospedali e sottufficiali della Guardia di Finanza. I reati ipotizzati dal procuratore aggiunto Francesco Greco e dal sostituto Henry John Woodcock sono, a vario titolo, associazione a delinquere, corruzione, truffa, turbata libertà degli incanti, falso e frode in pubbliche forniture. La Puliedil, che fa capo alla famiglia Summa, fornisce i pasti a mense di numerose regioni italiane. Dalle indagini è emerso che in alcuni casi l'azienda si sarebbe aggiudicata i contratti assumendo persone gradite a sindaci e amministratori. Un altro aspetto preoccupante riguarda la qualità dei cibi forniti: gli uomini del Nas hanno accertato, per esempio, che ai bimbi di una scuola di Napoli sono stati presentati «prodotti mangiati dai topi», a quelli iscritti a scuole di Atessa (Chieti) «prodotti carnei fetidi» e ad altri acqua di rubinetto al posto di quella minerale.