Dehor troppo cari, solo due bar investono
STRADELLA I dehors fanno litigare commercianti e baristi., ma sono solo due le strutture con tavolini installate. È dei giorni scorsi una lettera, fatta pervenire al comune, firmata dal comitato commercianti interno all'Ascom, in cui si evidenziano alcuni problemi della nuova sperimentazione dei dehors, avviata dopo l'approvazione in consiglio comunale del regolamento. Nel testo, firmato anche dal presidente Ascom Luigi Sanguinetti, si fa riferimento proprio alla nuova normativa comunale, definita «dai contenuti molto superficiali», e si punta il dito contro la struttura di via XXVI aprile, che, secondo i firmatari, andrebbe ad oscurare le vetrine dei negozi vicini. Polemiche sono anche sorte per lo spostamento del parcheggio, riservato al carico e scarico merci, diversi metri più in su, proprio per consentire il posizionamento della struttura esattamente di fronte al locale. Il tema dei dehors era stato sollevato anche dal consigliere Pdl Paolo Valle, che aveva chiesto alla maggioranza di inserire nel regolamento l'obbligo di un accordo scritto tra le parti per evitare spiacevoli inconvenienti. Dopo le prime tensioni iniziali, ora la situazione sembra essersi tranquillizzata e anche l'Ascom getta acqua sul fuoco: «Come si dice in questi casi, "tanto rumore per nulla" - è il parere del segretario dell'associazione, Paolo Covre – prima di montare la polemica, si poteva aspettare almeno che il dehor fosse completato. Infatti adesso, come si può ben vedere, la struttura non copre assolutamente le altre vetrine». Oltre alle polemiche, che ora sembrano essere sopite, la possibilità di abbellire il locale con il dehor non è stata sfruttata in pieno dai baristi: su 11 richieste, che erano pervenute al comune, ora solo due sono le strutture posizionate, quella in via XXVI aprile e una in piazza Trieste. Per adeguare la struttura alle indicazioni del regolamento, infatti, è necessario spendere intorno ai 4 mila euro, che, sommati ai 600 del pagamento forfettario del plateatico, fanno una cifra non alla portata di tutti, soprattutto in questo periodo di crisi. «La possibilità è sicuramente molto allettante ed è rivolta a tutti i locali. Speriamo che il prossimo anno altri possano aderirvi» conclude Ascom Oliviero Maggi