Letta a Gerusalemme: la priorità è la pace
GERUSALEMME La pace è la priorità e l'Italia darà tutto il suo appoggio per ottenerla. Il premier Enrico Letta a Gerusalemme lo ripete più volte: «Le cose stanno cambiando», sono «fiducioso che i colloqui in corso tra israeliani e palestinesi possano avere risultati importanti e positivi». E la parola «pace», anche durante gli incontri istituzionali con il primo ministro Benjamin Netanyahu e il presidente Shimon Peres, sembra essere quella più ripetuta. «Vogliamo la pace - scandisce Netanyahu - io voglio la pace», prima di salutare Letta pronunciando, questa volta in italiano, ancora la parola pace. Un segnale per il futuro, senza dimenticare però il passato. Come ha voluto ricordare il premier al termine di una lunga visita al memoriale dell'olocausto, lanciando l'allarme di fronte ai «germi di antisemitismo che si affacciano in Europa: non bisogna mai abbassare la guardia», è il monito di Letta. Ma quello che il premier intende portare è «un messaggio forte» da parte dell'Italia, proprio attraverso il suo viaggio, del quale Letta parla scandendo la parola Palestina, forte anche del riconoscimento dell'Onu quale stato non membro. «La mia prima visita fuori dall'Europa da primo ministro è in Israele e Palestina - spiega intervenendo accanto a Netanyahu - una scelta importante per dare il segno e il segnale che la pace è una grandissima priorità». E che l'Italia, come del resto l'Europa, appoggia totalmente la missione che il segretario di stato Usa John Kerry, sta portando avanti tra israeliani e palestinesi per tentare di riavviare un negoziato fermo ormai da anni.