Riappaiono nel Pgt i progetti privati tagliati dal Consiglio
PAVIA Piano di governo del territorio: le aree private, che in Consiglio comunale erano uscite dalla porta, grazie alla giunta rientrano dalla finestra. Lo stabilisce una direttiva dello scorso 25 giugno che riporta in vita buona parte del cosiddetto "allegato C". Per comprendere la storia, occorre fare un passo indietro. A fine dicembre, il Pgt (il nuovo piano regolatore ndr) sta per arrivare in Consiglio comunale. Ma la maggioranza è attraversata da tensioni e timori, anche alla luce dell'incalzante attività di indagine da parte della procura sui temi dell'urbanistica. Per questo, si raggiunge una sorta di compromesso. Il Pgt viene "alleggerito" degli interventi previsti nell'allegato C che sono a cura di privati. In Consiglio, passano gli interventi che riguardano la fondazione San Matteo e l'Università. Il ragionamento alla base di questa scelta è che le richieste di costruire da parte di enti "pubblici" sono decisamente al di sopra dei sospetti che potrebbero sorgere per gli interventi dei privati. Una decisione contestata da alcuni esponenti politici e criticata da chi la ritiene un modo per esplicitare il "subordine" della politica all'attività della magistratura. Il Pgt in versione "light" passa all'esame del Consiglio comunale il 20 dicembre 2012 e viene ufficialmente adottato. Si apre la fase delle osservazioni, al termine della quale, entro fine luglio, dovrà essere approvato. E in questa fase, il 25 giugno, si inserisce la direttiva della giunta. Nelle carte del Pgt, rientrano così gli interventi relativi a via Montefiascone, Borgo Ticino Sud, Chiozzo, via Marangoni (piani attuativi per il potenziamento dei servizi), via Acquanegra e via Amendola (piani attuativi per l'incremento del patrimonio pubblico) e ancora Chiozzo e Fossarmato (permessi di costruire convenzionati). Il ragionamento della giunta è che, in alcuni casi, all'intervento del privato farà da contraltare l'impegno a realizzare nuovi servizi per i cittadini, oppure a cedere aree al patrimonio pubblico. Inoltre, in alcuni casi vi sarebbero progetti già approvati dall'amministrazione e la cui esclusione esporrebbe il Comune al rischio di azioni risarcitorie. Inoltre - sempre stando a quanto riportato nella direttiva - alcuni dei soggetti che hanno presentato osservazioni all'impianto del Pgt adottato dal Consiglio il 20 dicembre 2012, hanno posto in evidenza circostanze nuove che non erano emerse dalla documentazione prodotta in precedenza. Insomma, una serie di ragioni per le quali la giunta ritiene opportuno reinserire nel Pgt alcune iniziative private. Non tutte, però, e secondo i primi "rumours" il malcontento di chi è stato tagliato fuori avrebbe già iniziato a farsi sentire, se non direttamente, per il tramite dei politici più attenti e sensibili allo sviluppo della città. Ovviamente, la direttiva di giunta dovrà tornare in Consiglio comunale. Solo l'assemblea potrà dare l'ok definitivo.(f.m.)