Trenta milioni di Golf, sempre più regina

di Marco Scafati Giusto qualche settimana fa è uscita dallo stabilimento di Wolfsburg la trentamilionesima Golf. È la più amata d'Europa, ormai da tempo: nei primi cinque mesi dell'anno ne sono state vendute 196 mila nel vecchio continente (quasi quante nel 2012 quando si toccò quota 200 mila), alla faccia della crisi. Per star dietro agli ordini dei clienti che ne reclamano una, alla storica fabbrica tedesca stanno addirittura reclutando volontari che rinuncino a tre settimane di ferie in luglio per salvaguardare almeno parte della produzione estiva (uno o due turni, per 300 macchine ciascuno al giorno), data la forte richiesta della popolare berlina. Un fenomeno che sembra lontano dall'imboccare la via del tramonto, insomma, anche grazie alla capacità di reinventarsi nella tecnologia (la settima generazione ha portato a battesimo la piattaforma Mqb) e declinarsi in varianti che nel tempo hanno assunto quasi la dignità di un brand a sé stante (Gti o Gtd, ad esempio). Non poteva tuttavia, un modello del genere, non tenere conto della realtà sempre più complicata del mercato, soprattutto quello così depresso di casa nostra. È infatti la prima Volkswagen che verrà messa in commercio anche con la formula, già utilizzata da altri marchi anche di lusso, dell'utilizzo anziché del possesso. Si chiama Progetto Valore Volkswagen, e permette al cliente di guidare una Golf sempre nuova. Come? Prima si decide la durata del contratto (due, tre o quattro anni) e poi l'anticipo da versare (fino al 30 per cento del valore totale), quindi la rata mensile e il valore della vettura (che non potrà cambiare) al termine del periodo scelto. Scaduto questo, il cliente avrà tre opzioni: tenere l'auto saldando l'importo restante, sceglierne una nuova stipulando un altro contratto o semplicemente restituirla. Per esempio, una Golf 1.2 Tsi da 105 cavalli da 18 mila euro, con anticipo di 5.340 euro e contratto di 36 mesi, si potrà avere con una rata mensile di 178 euro comprensivi di manutenzione ordinaria ed estensione di garanzia per tutto il periodo. Resta solo da superare l'ostacolo psicologico, tutto italiano, di non essere proprietari dell'auto che si guida. ©RIPRODUZIONE RISERVATA