La «Mitica» è ritornata In bici d'epoca per Coppi

CASTELLANIA Un colpo d'occhio straordinario dal territorio, tra cielo azzurro e prati verdi. E la giornata estiva favolosa, soleggiata ma non torrida, è stata la cornice migliore per un altro colpo d'occhio che ha vivacizzato il panorama; quello del serpentone di 250 cicloturisti in costumi e attrezzature d'epoca, un vero spettacolo se visto dal paese di Castellania mentre si snodava lungo le pendici di Valle Bona, con i quattro duri tornanti, maledetti da chi pedalava e benedetti da chi osservava. E' questa l'immagine più efficace e memorabile della "Mitica", la corsa cicloturica storica che per il secondo anno ha valorizzato le risorse di Castellania e del territorio tortonese, tra panorami collinari unici, enogastronomia tipica e un patrimonio inestimabile costituito dalla presenza di Fausto Coppi, il cui ricordo permea ogni luogo del paese senza alcuna retorica o alcun rimorso. E in questa tre giorni tutto ha portato il nome di Coppi: i visitatori e i partecipanti hanno mangiato nel cortile della sua casa, il vino è stato fornito dal figlio Faustino, nel paese campeggiano gigantografie, è stato possibile visionare biciclette, maglie, auto a lui appartenute. «Abbiamo proprio voluto partire da questa considerazione, valutando quali grandi risorse e opportunità questo territorio abbia. Mancava solo qualcuno che prendesse l'iniziativa e operasse per la diffusione dell'immagine del territorio. Per questo ci siamo costituiti in comitato, siamo otto persone con presidente Pietro Cordelli. E in questi giorni abbiamo lavorato tantissimo». Se l'obiettivo era attirare appassionati, il risultato è stato eccellente. 250 persone in gara ieri, nei tre percorsi di varia durata da 95, 75, 41 km, 200 coperti alla cena di sabato, 400 al pranzo di ieri nel cortile di casa Coppi. Gente proveniente da tutta Italia, in lungo e in largo, con presenze dalla Calabria al Friuli, fino all'estero, da Francia e Olanda. Tra i corridori, tutti amatori, per cui la gara non è stata qualificata come competitiva, non sono stati rilevati piazzamenti né ordine d'arrivo. Ognuno sceglieva il percorso più congegnale alle sue caratteristiche (e alla sua resistenza a condurre il mezzo d'epoca). I premi sono andati alla bicicletta più "mitica", assegnato al parmense Maurizio Cagliati, e al ciclista con i colori più vicini a quelli di Fausto Coppi, il trentino Dario Pegoretti. Poi un premio alla memoria d del gregario di Coppi Sandino Carrea, scomparso a inizio d'anno. Stefano Brocchetti