Bagnaria, aliante atterra in un campo Paura, nessun ferito
di Paolo Fizzarotti wBAGNARIA Un atterraggio di emergenza a dir poco spettacolare, condotto senza motore fra alberi, colline ripide e cavi dell'alta tensione. Alla fine, grazie alla grande abilità dei due piloti, non solo nessuno si è fatto male ma neppure l'aliante non ha riportato danni. E' accaduto ieri alle 15.30 nei cieli sopra Casa Arcano, una frazione di Bagnaria lungo la Ss 461 del Penice. Alla cloche del velivolo atterrato in un campo di grano c'erano Fabrizio Cecchi, un uomo di 64 anni abitante a Pavia, e Franco Poletti, un milanese di 72 anni. Il medico del 118, intervenuto sul posto insieme ai carabinieri di Varzi, non ha potuto dare altro che constatare che i due piloti non avevano riportato neppure un graffio. I militari, quindi, si sono limitati a gestire la viabilità durante le operazioni di recupero dell'aliante. «Hanno girato qui sopra per un quarto d'ora - racconta Luciano Moglia, proprietario del campo - Poi hanno deciso di scendere sul mio terreno, che ha una superficie di 80 pertiche e quindi è abbastanza grande. Ad avvisarmi è stato un mio amico, che ha sentito una botta forte: sono arrivato subito. Per fortuna il grano ha attutito il colpo. Mi hanno fatto un bel danno, speriamo che mi risarciscano alla svelta». «Facciamo parte dell'Aeroclub volovelistico milanese, che ha sede all'aeroporto di Rivanazzano - afferma Cesare Bonfà, di Novara - Il velivolo era un biposto Twin Astir di fabbricazione tedesca: un aliante da 600 kg di peso e 18 metri di apertura alare. E' andata bene perchè si trattava di due piloti molto esperti. Soprattutto Poletti, che ha gestito oltre cento fuori campo e cioè atterraggi eseguiti fuori dalle piste. E' stata una manovra perfetta, da manuale. Il pilota è stato bravissimo a metterlo giù in uno spazio così ristretto». «La termica ci ha mollato di colpo - spiega Poletti - Si tratta della corrente calda ascensionale che sostiene l'aliante. Non abbiamo trovato altre termiche e quindi l'aria fredda ci ha spinto giù: nelle valli succede spesso. La quota di sicurezza è a 200 metri. Noi eravamo sui 300, ma quando abbiamo visto che non si riusciva a risalire per tornare a Rivanazzano, abbiamo deciso di scendere qui. Abbiamo fatto una virata sulla collina di fronte, scendendo con un'imbardata in modo da evitare la linea dell'alta tensione. Poi siamo atterrati in salita». L'aliante si è fermato sul margine superiore del pendio. Subito dopo sono arrivati i soccorsi da Rivanazzano. I volovelisti hanno girato a forza di braccia l'aliante con la prua verso il basso, poi lo hanno spinto sul grano fino al bordo della 461. @paolofizzarotti ©RIPRODUZIONE RISERVATA