Pd, la base del partito contesta il segretario

di Marianna Bruschi wPAVIA I dissidenti del Pd pavese pronti a far sentire la propria voce. La base del Pd contro il segretario Alan Ferrari, contro la gestione della segreteria provinciale. Con una lettera appoggiata da una trentina di persone tra presidenti dei circoli, sindaci, consiglieri, in vista della direzione provinciale di questa sera. Incontro in cui lo stesso Ferrari farà la sua proposta per traghettare il partito verso il congresso dell'autunno: azzeramento dell'attuale segreteria, una nuova formazione a prendere in mano il partito con Antonio Ricci (segretario cittadino di Pavia), Maria Angela Maiocchi (segretario di Borgo San Siro), Eugenio Poles (Mede), Pierluigi Maggi (Stradella) e Daniele Bosone, presidente della Provincia, il consigliere regionale Giuseppe Villani, il deputato Chiara Scuvera e l'ipotesi anche di Martina Draghi, capogruppo in consiglio provinciale. «E' il metodo che discutiamo – sottolinea Claudia Comaschi, capogruppo Pd a Torre d'Isola – forse valeva pena discuterne prima invece di arrivare con i nomi già decisi». Nella lettera accompagnata da una trentina di firme il punto di partenza è febbraio. «Quando è stato eletto alla Camera Alan Ferrari – spiega Roberto Ruju, segretario del circolo Bereguardo-Torre d'Isola – aveva tre mesi per dimettersi e non lo ha fatto. Nel frattempo Epifani è diventato segretario e ha detto: dove non ci sono problemi è inutile rinnovare le cariche, manteniamo le posizioni. Ma secondo noi qui in provincia di Pavia i problemi ci sono». Nella lettera si rinnova la richiesta di un'assemblea provinciale, per discutere di questi problemi. «A partire dalla gestione finanziaria», spiega Ruju. «Serve una assunzione di responsabilità sugli errori anche gestionali del partito – si legge nella lettera – che hanno generato l'attuale critica situazione finanziaria che ha, fra le conseguenze, il mancato accantonamento del Tfr delle dipendenti, la sospensione anche se parziale e temporanea della loro retribuzione, l'insolvenza verso alcuni fornitori». Il segretario provinciale Alan Ferrari risponde alle accuse: «Non mi sono dimesso perché nel frattempo Bersani si è dovuto dimettere perché ha perso le elezioni, e un mese fa Epifani ha deciso che non si desse atto alle incompatibilità come la mia». Sul bilancio del Pd pavese Ferrari spiega che «è vero che ci sono dei problemi, ma come a livello nazionale». Ferrari rivendica anche la decisione che proporrà stasera alla direzione provinciale (allargata ai segretari dei circoli) su azzeramento e nuova segreteria. «Nomi che ho condiviso con tutti quelli che hanno fatto il segretario prima di me – spiega Ferrari – E domani sera (oggi per chi legge, ndr) ci sarà anche il segretario regionale Alfieri che ha condiviso questo percorso». Nomi però che non mettono tutti d'accordo, ancora una volta per gli equilibri tra correnti, con la presenza di pochi porcariani nella nuova segreteria che sarà messa ai voti questa sera. «In questi anni ci sono state parecchie critiche alla gestione della Federazione – spiega Maria Angela Maiocchi – senza un collegamento tra la base e la Federazione». «Noi vorremmo un partito capace di darci delle linee guida – aggiunge Comaschi – Ci sono temi caldi come la Broni-Mortara, i centri commerciali, le logistiche e non c'è mai stata una discussione per dirci come risolvere i problemi». «Non dobbiamo perdere neanche un giorno, non possiamo aspettare il congresso in autunno – dice Massimiliano Sacchi, sindaco di Giussago – Bisogna convocare al più presto una assemblea provinciale per confrontarci sui temi importanti per la provincia e capire come affrontare questa situazione difficile».