Frezza si conferma campione italiano dei pesi welter

L'annuncio del verdetto favorevole al pugile pavese Gianluca Frezza è stato ritardato da una violenta rissa scatenata sul quadrato da alcuni addetti ai lavori. «Sono cose che non fanno bene a questo sport che già viene considerato violento e diseducativo – spiega il maestro di Frezza Luciano Bernini – A fine match il maestro di Abis ha insultato pesantemente Gianluca, non contento ha cercato di venire alle mani con lui. Per fortuna qualcuno del suo staff lo ha fermato prima che ci si facesse del male. Ripeto, un episodio davvero increscioso che non fa onore a chi si sacrifica tutti i santi giorni per questo magnifico sport. Gianluca non meritava le offese che gli sono state rivolte: se c'è un ragazzo umile, che non si prende gioco mai di nessuno, che rispetta tutti, è lui. Tra l'altro la vittoria contro Abis è assolutamente meritata: frutto di una migliore preparazione tecnica e atletica». di Pier Angelo Vincenzi wPAVIA Gianluca Frezza torna vittorioso dalla spedizione in Sardegna, dove l'altra sera, a Osini, ha difeso per la terza volta la cintura nazionale dei pesi welter. Il campione di casa, Luciano Abis di Quartu, è stato sconfitto al termine delle dieci riprese. Una vittoria sofferta quella del pugile pavese. Diviso, infatti, il verdetto dei giudici: due hanno espresso il giudizio a favore del campione in carica (96-94 e 96-95), mentre il terzo ufficiale di gara ha preferito lo sfidante con 97-94. «Nelle prime tre, quattro riprese eravamo lì, ma poi sono stato io a dettare il ritmo del match – spiega Frezza, portacolori della Boxe Pavia Evolution – Match che avevo, insieme con il mio maestro Luciano Bernini, preparato con la dovuta attenzione: Abis è una decina di centimetri più alto di me e quindi ho accorciato le distanze per fare il mio gioco». Le migliori doti tecniche e atletiche di Frezza hanno avuto il sopravvento, ma il pugile sardo si è comunque rivelato un avversario temibile: «Ha un pugno che fa davvero male, è il più forte che mi sia mai capitato di incontrare». Di sicuro l'entourage di Abis l'ha presa malissimo: «Erano sicuri di vincere: in casa, davanti al pubblico amico, non avevano dubbi sull'esito dell'incontro. C'erano mille persone alla riunione di Osini: 990 tifavano Abis, dieci erano lì per me. Tra cui mia moglie, in attesa di un maschietto». Per il pugile di Borgo Ticino è già tempo di pensare alla prossima sfida: «Voglio alzare l'asticella, il mio nuovo obiettivo è il titolo europeo welter, detenuto da Leonard Bundu (pugile sierraleonese naturalizzato italiano, ndr)». Il pugile professionista Gianluca Frezza non può dedicarsi a tempo pieno alla noble art. «Nel nostro Paese i pugili dilettanti, che vanno alle Olimpiadi, sono i veri prof. Credo che dipenda da una scelta dei vertici sportivi. Noi prof invece dobbiamo, per vivere, fare un altro lavoro e solo nel tempo libero praticare lo sport che amiamo».