Brasile e Spagna, una poltrona per due

di Andrea Gabbi Samba o flamenco? L'ultimo ballo della Confederations cup andrà in scena questa sera (notte in Italia, calcio di inizio alle 24) al Maracanà. Brasile e Spagna si contenderanno il trofeo che fa da apripista al Mondiale. Le scarpe da ballo e gli abiti da scena sono pronti, resta da capire quale musica suonerà nel tempio del calcio. Ritmo e vivacità. Il Brasile non può permettersi di perdere. Troppo alta la posta in palio per la Selecao. Il suo popolo, la torcida, vuole il successo casalingo, non importa se le statistiche dicono che chi ha vinto la Confederations poi non ha mai trionfato al Mondiale. Felipe Scolari lo ha detto senza troppi giri di parole: «Dobbiamo fare noi la partita, senza però snaturare le nostre caratteristiche e il nostro stile di gioco». E una proposta in tema di gioco arriva da Zico: «Il Brasile dovrà aggredire i portatori di palla spagnoli, pressarli e obbligarli a non giocare come sanno. Scolari ha trovato un buon sistema di gioco, mi piace e mi sta convincendo. La Spagna? Mi ricorda il Brasile del 1982». La sua serata. Tanti campioni, un solo fenomeno. Neymar stasera ha la grande occasione di vincere subito un trofeo con la sua nazionale. Con ogni probabilità vincerà il titolo di miglior giocatore del torneo. Ma lui vuole di più: vuole divertire, vuole stupire. E l'occasione è quella giusta visto che davanti alla tv ci saranno gli sportivi spagnoli che nella prossima stagione lo potranno ammirare con la maglia del Barcellona. Una cosa è certa: la Selecao è carica. «Nella mia testa non passa l'idea di una sconfitta, non ci penso assolutamente» dice Marcelo, e c'è da credergli. Andamento lento. La Spagna cercherà invece di rallentare il gioco e di ragionare con il palleggio. Non può far altro: dal punto di vista fisico è in ritardo rispetto ai verdeoro. Il rischio è quello di subire molto il gioco dinamico sulle fasce. Un po' quello che è successo nel primo tempo con l'Italia, quando Giaccherini, Maggio e Candreva hanno fatto il bello e cattivo tempo sulle corsie laterali. Un problema che può essere arginato controllando la manovra con il solito tiki taka: «Arriviamo come ospiti ma vogliamo rovinare la festa al Brasile – afferma il ct Vicente Del Bosque – ma Spagna giocherà con audacia, coraggio e senza paura». L'ultima perla. Manca ancora un trofeo nella bacheca della federcalcio spagnola a Madrid. La Confederations cup da sistemare vicino ai tre titoli europei e alla coppa del mondo farebbe luccicare ancora di più la vetrina della Roja: «Siamo noi il Brasile del presente – afferma con sicurezza Fernando Torres – noi abbiamo più da perdere rispetto a loro, siamo la squadra da battere». La sfida nella sfida. Gli occhi di tutti saranno fissi sulle due stelle di Brasile e Spagna. Il genio calcistico di Neymar, la classe cristallina di Andreas Iniesta. Due fuoriclasse che tra poche settimane si ritroveranno in ritiro con il Barcellona: «Il Brasile è favorito perché gioca in casa e avrà non so quante migliaia di persone a spingerlo. Ma questo deve essere un incentivo: non c'è sfida più grande che battere il Brasile nel suo stadio. Non abbiamo paura di dire che puntiamo al titolo: è il momento di chiudere il cerchio». ©RIPRODUZIONE RISERVATA