L'Italia che piace e diverte perde altri pezzi pregiati

di Alessandro Bernini Il risveglio a Fortaleza ha avuto il gusto di un caffè senza zucchero. Può piacere, magari si butta giù, però ti resta qual sapore amaro in bocca che ti porti dietro per qualche ora. Ma passerà. E tra qualche giorno di questa Confederations resterà l'immagine di un'Italia che se l'è giocata alla pari contro la Spagna. Anzi: questo partita da leoni finirà per cancellare (o comunque oscurare) anche la brutta partita col Giappone e quelle così così contro Messico e Brasile. È mancata la capacità di buttarla dentro. Che non è poco, al di là dell'assenza di Balotelli. Ma per atteggiamento tattico, gioco e coraggio, l'Italia ha impressionato. È un bel pass per tuffarsi con fiducia nei prossimi Mondiali. Anche se qualcosa andrà rivisto, migliorato, e a questo proposito abbiamo fatto un'analisi dettagliata nella pagina seguente del nostro inserto. Intanto cerchiamo di chiudere a testa questa Confederations. Domani c'è la finalina contro l'Uruguay, orario piacevole per noi (alle 18) ma pazzesco per la squadra (le 13 brasiliane !) che già ha muscoli iper-usurati. Il retroscena. Ieri sui social network impazzava l'ironia sul calcio di rigore sbagliato da Bonucci, con immagini di spettatori feriti sulle tribune, volatili uccisi, addirittura il paracadutista estremo Felix Baumgartner colpito mentre sta per lanciarsi da 40mila metri. Capita. In realtà nell'elenco stilato da Cesare Prandelli, l'incaricato vicino al numero sette doveva essere Giaccherini. Lo ha confermato anche l'esterno juventino. «Quel rigore avrei dovuto tirarlo io. Ma non me la sono sentita e ho chiesto a Bonucci di calciarlo». Squadra a pezzi. La battaglia contro la Spagna è stata massacrante, roba da veri caduti sul campo. Ieri nelle stanze dello staff medico sembrava di essere al pronto soccorso di sabato pomeriggio. Sicuramente fuori uso ci sono Barzagli, Marchisio, Chiellini e Pirlo, ai quali vanno aggiunti naturalmente Balotelli e Abate tornati a casa, più il terzo portiere Sirigu. Dei 23 partiti per il Brasile, ne sono rimasti disponibili solo 16. Ipotesi Italia. E allora che nazionale vedremo domani contro l'Uruguay? Prandelli è obbligato a una mezza rivoluzione, anche tattica. La difesa a tre non è più praticabile visto che sono rimasti due soli centrali (Bonucci e Astori) per cui è probabile una linea a quattro con Maggio e De Sciglio esterni. A centrocampo Aquilani e Montolivo sembrano in grado di recuperare, in dubbio invece De Rossi e Candreva, per cui candida anche Diamanti. Quanto all'attacco, stavolta i rumors dicono che Prandelli sia intenzionato a dare finalmente una chance ad El Shaarawy, magari in un reparto senza punti di riferimento completato da Cerci e Giovinco. Ma molto dipende dalle verifiche atletiche e fisiche che verranno completate oggi. Il ct ha detto chiaramente al suo staff che non vuole rischiare infortuni muscolari. Un rispetto per i club che a Prandelli non è mai mancato. ©RIPRODUZIONE RISERVATA