Riso senza nuovi vincoli

BELGIOIOSO La riforma della Politica agricola comune ha escluso il riso dal "greening", cioè l'obbligo di destinare una percentuale del terreno coltivato a scopi ambientali. E' il punto dell'accordo raggiunto a Bruxelles fra Parlamento, Consiglio e Commissione che interessa di più i risicoltori della provincia di Pavia. «Le aziende sotto i 15 ettari, quelle con colture arboree permanenti e quelle coltivate a riso sono state escluse dall'obbligo di applicare aree ecologiche – commenta Luciano Nieto, direttore di Confagricoltura Pavia – Il timore che nuovi vincoli potessero limitare l'azione della nostra risicoltura, prima in Europa, era forte, ma per fortuna la bozza iniziale del commissario Dacian Ciolos è stata mitigata, anche grazie all'intervento di Paolo De Castro, presidente della commissione Agricoltura del Parlamento europeo». Confagricoltura, inoltre, ritiene positivo il fatto che sia stato fissato il limite del 30per cento al di sotto del quale non si potrà scendere con i tagli a quanto percepito dalle aziende nel periodo precedente. Una scelta che va a vantaggio soprattutto di zootecnia e ortofrutta. Ma non è finita. L'esame delle decisioni prese a livello comunitario riguarda diversi ambiti dell'attività agricola. Come ad esempio la tanto attesa sburocratizzazione, cioè la semplificazione amministrativa nei confronti del comparto produttivo: «Spero che questo passaggio sia attuato realmente – è il commento del direttore di Confagricoltura Pavia – Altrimenti si torna al Gattopardo: si cambia tutto affinché non cambi niente». Infine, i Piani di sviluppo rurale: «Devono servire a far diventare le imprese sempre più moderne ed efficienti».(u.d.a.)