Gas, tagli ai contributi Le frazioni protestano

SANNAZZARO Scaldarsi in periferia costerà di più che nel centro di Sannazzaro. La maggioranza, «per equità», ha varato in consiglio comunale il regolamento che fissa i contributo a favore dei circa 500 residenti di Mezzano, Buscarella e Savasini, per compensare il maggior costo del gas metano, usato nelle frazioni, rispetto al «gas incondensabile della Raffineria» (che è più conveniente del metano) utilizzato nel centro della città. I rimborsi saranno parametri ai redditi famigliari Isee, e non più dati a a pioggia a tutti (attorno ai 200 euro annui a famiglia), il che significa che chi non è povero, secondo i parametri Isee, non prenderà più nulla. Un documento, firmato dai residenti delle frazioni, manifesta ora l'insoddisfazione «per come l'amministrazione ha imposto un nuovo regolamento che, di fatto, elimina il contributo. Troppi sono i limiti imposti per ottenere il nuovo contributo, dal reddito basso richiesto ai documenti da presentare agli uffici comunali entro i termini previsti. Il regolamento approvato crea problemi ai cittadini ed è stato imposto dagli amministratori nonostante le continue nostre proteste. L'amministrazionevoleva semplificare la vita dei suoi cittadini ma si è dimenticata di dire, durante la campagna elettorale, che da una parte avrebbe modificato questo contributo e dall'altra avrebbe realizzato una nuova linea del gas a servizio di alcuni terreni privati in prossimità della frazione Mezzano». E qui si innesca una polemica già emersa in passato circa il "gas di raffineria" che potrà arrivare in un'area lottizzabile vicina a Mezzano, ma non nell'abitato della frazione. «Questi terreni – dicono i residenti - meritano maggiore attenzione rispetto ai cittadini delle frazioni se è vero, come pare, che è in programma una spesa per finanziare quest'opera di 170mila euro a carico delle tasche di tutti. Avremmo preferito che gli imprenditori proprietari di questi terreni realizzassero con i loro soldi l'opera di cui solo loro beneficeranno». «Non rimane che l'amarezza per il comportamento dalla giunta i cui componenti, ciascuno in modo differente e con pretesti diversi, non hanno voluto tutelare i diritti dei loro amministrati». Paolo Calvi