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VARZI Sentenza del giudice non servono i maghi n E' sempre difficile per me entrare in discussione su un argomento così doloroso come la vicenda del mio allontanamento forzato dalla Fondazione San Germano, ente in cui ho iniziato ad operare già dalla fine del 1988, prima ancora della sua apertura come Ipab, nel quale ho espresso tutta la mia professionalità e penso che il risultato sia solo da vedere. Una realtà alla quale ho dato molto e che molto mi ha dato. Nella Provincia Pavese del 25 giugno c'è notizia della sentenza di primo grado emessa dal giudice del lavoro che pone un giudizio sulla "cacciata senza troppi complimenti" dalla Fondazione del sottoscritto. Ritengo che, quando saranno pubblicate, le motivazioni della sentenza avranno per me un grande valore di riscatto della mia onorabilità dopo che alcuni malintenzionati (chiamiamoli così…) in questi due anni, mi hanno attaccato pesantemente, hanno dedicato "attenzioni" improprie ai miei amici e hanno tentato di distruggere la mia carriera professionale. Ho taciuto e sono andato avanti in attesa dell'unica vera parola che conta: quella del giudice! In questi giorni è arrivata e mi sembra sia già molto forte e chiara! Ma qualcuno, anziché scusarsi, vuole ancora insinuare dubbi e spargere veleni, prendendo posizione sulle ragioni della decisione. Che a Varzi ci siano gli indovini? E' ben specificato nell'articolo che le motivazioni devono ancora essere depositate e anche io, che sono l'interessato, non le conosco. Ma allora come è possibile che "fonti interne al Municipio" (e sarebbe bello che ogni tanto qualcuno ci mettesse la faccia, come io ho sempre fatto) dichiarino: «A Dusio è stata data ragione solo per un vizio di forma»: o sono in malafede o sono dei maghi! (è chiaro che io non credo ai maghi). Ricordo male o il Comune, in occasione dei Consigli, ha ripetutamente affermato che non centrava nulla con la Fondazione? Oggi leggo addirittura che l'amministrazione comunale spera nell'appello per ribaltare il giudizio. Non volendo usare proverbi scontati, auguro loro di ricevere tutto il bene che stanno facendo. Enrico Dusio POLITICA La strada maestra per scontare l'Imu n"O si applica il programma o si va tutti a casa". Questa "geniale" affermazione è del vicepresidente del Consiglio dei ministri, Angelino Alfano. E' un ultimatum? Pena le elezioni immediate? Chi le deve temere? Nelle elezioni politiche del 24-25 febbraio il Pdl ha perso 6.500.000 voti e in quelle amministrative ha perso sedici amministrazioni su sedici. Non sta bleffando? Poi non è detto che se cade questo governo si vada automaticamente alle elezioni. La Costituzione assegna al Capo dello Stato il potere di sciogliere il Parlamento, non ad Alfano. Altra considerazione. Il Pdl partecipa al governo con Letta, diversamente con chi lo farebbe? Se invece lo scopo era di distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dalle vicende giudiziarie di Berlusconi, i fatti hanno dimostrato il contrario. Ma non fingiamo di non capire: la questione è l'Imu. Restituire quest'imposta a tutti sulla prima casa obbliga ad aumentare l'Iva. L'aumento dell'Iva pesa sulla massa dei consumatori provocando una riduzione dei consumi. La riduzione dei consumi provoca maggiori disoccupazione e attiva una spirale perversa contraria alla necessità dell'economia. Tutto questo per favorire i ricchi? Però non è detto che non si debba intervenire sull'Imu. La strada è indicata dalla Costituzione, che all'art. 53 recita: "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività". Perciò chi non ha un reddito adeguato al pagamento dell'Imu deve essere esentato, e il governo Prodi aveva esentato il quaranta per cento dei contribuenti, gli altri devono concorrere in ragione della loro capacità. L'ex ministro Vincenzo Visco ha indicato nelle detrazioni la tecnica per realizzare la progressività. Alfano, Brunetta e tutto il Pdl si diano da fare per realizzare il programma, nel rispetto della Costituzione. Ugo Barbero VOGHERA Errori e demagogia in consiglio comunale n A Voghera un consiglio comunale con profonde contraddizioni ma soprattutto con un modo vecchio di amministrare e di fare politica. Alcuni esempi. Il gruppo Pd ha chiesto al Sindaco , rinviato a giudizio con l'accusa di corruzione, un gesto di responsabilità rimettendo il proprio mandato. Il rifiuto del Sindaco dimostra un pervicace attaccamento al potere: è giusto rilevare che , comunque, non tutti nella Sua maggioranza hanno dichiarato pubblicamente la loro solidarietà Il bilancio è stato approvato con i voti di tutti i partiti della maggioranza di centrodestra: non ci siamo meravigliati che una parte di una remissiva maggioranza votasse a favore, ci siamo invece stupiti per una Lega Nord che dopo aver sbandierato la propria contrarietà ad aumenti di imposte e tariffe, improvvisamente approvano a seguito di vaghi impegni del Sindaco. Con stupore veniamo a conoscenza che le richieste della Lega Nord non riguardano aumenti di tariffe ed imposte ma la riapertura dello sportello lavoro e l'estensione ai buoni pasto scolastici delle restrizioni sugli extracomunitari già operative per i contributi economici comunali. Un bell'esempio di demagogia. La presentazione di una bozza di delibera per approvare la tariffazione di 20 euro per ogni operazione di autentica firma nei documenti di passaggio proprietà di autovetture: nell'affannosa ricerca di entrate mettendo ulteriormente le mani nelle tasche dei vogheresi, non si sono accorti che il decreto Bersani che decretava questa possibilità, prevedeva altresì che l'operazione fosse del tutto gratuita. Quindi il consiglio comunale, ovviamente con il nostro voto contrario, approva una delibera palesemente viziata di illegittimità. In Consiglio non si è visto nulla di favorevole per i cittadini vogheresi; a quando la fine di questa agonia? Roberto Gallotti Capogruppo Pd, Voghera PAVIA Musica di notte ma entro le regole n Ho letto con interesse la recente lettera di un residente in centro storico a Pavia. Non condivido l'avversione del lettore per le "orchestrine" destinate, nelle intenzioni della recente direttiva, di cui rivendico la paternità, ad allietare le serate estive pavesi di residenti e turisti, da qui al prossimo 15 settembre creando, come qualche visitatore ha detto, quasi un clima da località turistica. Nessuno diritto di suonare musica "assordante o roboante" fino all'una di notte è stato attribuito ai titolari dei bar che dovranno rispettare, fino al termine dell'evento musicale, i limiti di immissione acustica fissati dalla legge per non arrecare disturbo a chi ha il sacrosanto diritto alla quiete, indipendentemente dall'ora degli eventi musicali, ed al riposo notturno così da potersi alzare al mattino presto per contribuire, come fanno anche i titolari dei bar e degli esercizi commerciali del centro storico e non solo, a rafforzare il tessuto economico della nostra città. Pietro Trivi Assessore al commercio, Pavia VIDIGULFO Bilancio, voti contraddittori n Venerdì 23 giugno ho avuto ancora il piacere di assistere allo spettacolo – perché in alcuni moventi si trattava proprio di puro cabaret – del consiglio comunale di Vidigulfo. Gli argomenti all'ordine del giorno erano importanti perché si discuteva del bilancio previsionale 2013. In particoIare, durante la seduta è emerso che i fondi destinati all'assessorato allo sport erano stati azzerati perché – per voce dell'assessore al bilancio Larese – l'assessore allo sport Pina non aveva presentato progetti... mentre quelli destinati all'assessorato ai servizi sociali erano stati ulteriormente ridotti rispetto a quelli preventivati per il 2012 (già decurtati da €20.000 a €14.000 in sede di bilancio consuntivo). I consiglieri De Poli e Mortaruolo hanno proposto di reintegrare i fondi destinati ai due assessorati mediante fondi già esistenti in bilancio perché non ancora spesi nel primo semestre 2013. La proposta non avrebbe avuto alcun impatto finanziario sulle casse comunali e avrebbe dovuto trovare i favori degli assessori Galbarini (Servizi Sociali) e Pina (Sport). E invece si è assistito all'imponderabile! La maggioranza ( compresi gli assessori Galbarini e Pina…) ha votato compatta contro gli emendamenti De Poli / Mortaruolo, cosicchè - di fatto - gli stessi Assessori Galbarini e Pina hanno votato contro una proposta che avrebbe portato ai loro assessorati risorse a "impatto zero". Ma non è finita qui. Urla e rotear di braccia si sono viste dal pubblico allorchè si è discusso della proposta De Poli / Mortaruolo sulla riduzione dei gettoni degli amministratori, in favore del rifinanziamento del settore sociale. Hanno proposto di azzerarsi anche i compensi pregressi non ancora incassati. Apriti cielo. L'assessore Galbarini è arrivato ad affermare che i fondi al sociale sono congrui perché riflettono le richieste dei cittadini, quindi - mi viene a pensare - a Vidigulfo l'emergenza sociale non esiste! Ma allora perché il sindaco si allea con il parroco per il fondo comunità solidale? Fabio Chiocchetti Vidigulfo